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Notizie dal Mondo della Grande Atletica: articoli e comunicati ripresi dalla Gazzetta dello Sport,
dai siti Fidal.it e Iaaf.org

Il record del mondo irreale di Kiplimo nella mezza invalidato: sfruttata la scia dell’auto-guida
Il clamoroso 56:42 corso da Jacob Kiplimo alla Mitja Marató di Barcellona non sarà omologato come record del mondo.

La decisione è arrivata in queste ore: World Athletics ha stabilito che quella prestazione, che aveva abbassato di ben 48 secondi la precedente miglior prestazione mondiale, non rispetta pienamente il regolamento federale. Il tempo dell’ugandese resta nelle liste all-time, ma non avrà lo status ufficiale di record. A tornare primatista mondiale è così l’etiope Yomif Kejelcha con il 57:30 realizzato alla Mezza Maratona di Valencia nell’ottobre 2024.

Al centro della decisione c’è soprattutto la questione dell’auto “guida”. Le immagini della gara avevano mostrato Kiplimo correre per lunghi tratti a circa 10-20 metri dal veicolo che apriva la corsa, sfruttandone potenzialmente la scia aerodinamica.

Il punto 6.3 del regolamento di World Athletics vieta qualsiasi forma di assistenza esterna, incluso il pacing da parte di soggetti non partecipanti o l’utilizzo di dispositivi tecnici che possano offrire un vantaggio meccanico. Il regolamento non specifica una distanza minima tra atleta e mezzo apripista, ma il comitato di validazione dei record ha ritenuto che in questo caso il beneficio fosse stato concreto. Non sarebbe stata però l’unica irregolarità rilevata: tra le motivazioni figura anche la presunta ricezione di indicazioni tecniche durante la gara, altro aspetto vietato.

Nel mondo dell’atletica il dubbio circolava già da mesi. Mentre altri record venivano ufficializzati regolarmente, quello di Barcellona restava in sospeso. Ora è arrivata la conferma definitiva: niente omologazione. Come detto, il tempo non verrà cancellato dalle graduatorie, ma perde semplicemente il riconoscimento formale di record mondiale.

Per Kiplimo, 25 anni, bronzo olimpico e mondiale nei 10.000 metri e tre volte campione del mondo di cross, resta comunque una carriera straordinaria. Era già stato primatista mondiale della distanza tra il 2021 e il 2024 con il 57:31 di Lisbona, prima che Kejelcha glielo strappasse per un solo secondo a Valencia. Il 56:42 di Barcellona sembrava aver riscritto la storia, ma resterà una prestazione senza corona.

La Mitja Marató di Barcellona tornerà in scena la prossima settimana e non è escluso che Kiplimo possa essere di nuovo al via, prima di concentrarsi sulla Maratona di Londra. Curiosamente, proprio lunedì l’ugandese era in città per ricevere un premio legato a quel record che, ora ufficialmente, non esiste più.

Altro gran tempo sugli 800 per il prodigio generazionale Sam Ruthe!
HASTINGS, Nuova Zelanda – un’altra clamorosa prestazione da parte del fenomeno generazionale Sam Ruthe durante il Potts Classic & NZ Track Championships di Hastings, Nuova Zelanda.

Il 16enne (compirà 17 anni il 12 aprile) ha infatti vinto gli 800 metri in 1.45.86, suo nuovo PB, migliorando di un secondo il suo precedente primato risalente ad un mese fa, sulla stessa pista di Hastings. Con questa prestazione Ruthe si inserisce al 14° rango delle liste mondiali all-time in una lista devastata solo l’anno scorso da un altro fenomeno alieno, ovvero quello dell’americano Cooper Lutkenhaus, che corse ai trials per Tokyo di Eugene in 1.42.27. Ruthe ora, dopo questo 800, vanta anche un 2.17.82 sui 1000, 3.38.62 sui 1500. A tutto questo a 16 anni. Alle spalle di Ruthe Samuel Tanner con 1.45.94.

Nel resto della riunione Tiaan Whelpton, che abbiamo visto vincere al nostro meeting internazionale del Sestriere l’anno scorso, ha vinto i 60 con 3 metri di vento contrario in 6.80. Nella gara femminile, 7.29 con quasi 2 metri di vento contrario per un’altra protagonista del nostro meeting, ovvero Zoe Hobbs.

Yaroslava Mahuchikh in orbita già all’esordio: miglior salto dal record del mondo del 2024
LVIV – clamoroso esordio per la campionessa olimpica e primatista mondiale del salto in alto Yaroslava Mahuchikh in un evento disputato in Patria, a Lviv.

Per la Mahuchikh è infatti subito arrivato un gran 2.03 saltato alla terza prova, evidentemente miglior prestazione mondiale dell’anno con molto margine. WL raggiunta anche con il salto ancillare a 2.00 fatto alla seconda. L’ucraina aveva esordito addirittura a 1.91, salendo subito a 1.96, prima dei 2.00 e dei 2.03. Per la Mahuchikh è la miglior misura dal record del mondo fatto a Parigi nel luglio del 2024. Da allora, infatti, non aveva più saltato meglio di 2.02 (saltato due volte nel 2025).

Nella stessa riunione, 2.24 per Oleh Doroshchuk nella gara maschile, con il 2.21 di Roman Petruk secondo, e il 2.18 di Kyryl Lutsenko.



Valencia supersonica: doppio record europeo di Almgren e McColgan, Mondazzi 4° italiano all-time

VALENCIA – Incredibili prestazioni sui 10 km su strada nella “Capitale del Running”, Valencia, teatro di una gara di livello assoluto.
Lo svedese Andreas Almgren ha dominato la prova maschile, vincendo con uno straordinario 26’46”, alla media eccezionale di 2’40″6 al km. Un risultato enorme che gli permette di migliorare di ben 9 secondi il proprio primato personale e di salire al quinto posto delle liste all-time dei 10 km su strada, specialità recentemente ufficializzata da World Athletics.
Nella stessa giornata è arrivata anche una grande prestazione al femminile, con Eilish McColgan che si è ripresa il record europeo dei 10 km su strada, correndo in 30’09” e migliorando di un solo secondo il primato che la settimana scorsa era stato stabilito a Nizza dalla belga Jana Van Lent (30’10”).
Tornando alla gara maschile, secondo posto per l’etiope Khairi Bejiga, che ha chiuso in 26’52”, migliorando di due secondi il proprio PB (aveva già corso in 26’54” lo scorso ottobre). Terza posizione per Victor Kipruto in 27’18”. Sono stati addirittura 35 gli atleti capaci di scendere sotto i 28 minuti, a conferma della straordinaria densità della gara. Da segnalare anche il **record spagnolo di Said Mechaal, che ha fermato il cronometro a 27’25”.
Presenti numerosi top runner europei, assenti ai Mondiali di Tallahassee proprio per essere al via a Valencia: Mike Foppen e Richard Ringer hanno entrambi chiuso in 27’40”, seguiti da Andy Butchart e Azeddine Habz, entrambi accreditati di 27’44”. Ottima prova per Alberto Mondazzi, 36° in 28’01”, mentre Kojoneh Maggi ha concluso 47° con un solido 28’13”, tempo che lo colloca come nono italiano di sempre sulla distanza. Molto bene anche Lorenzo Brunier, che termina in 28’41”, uno dei migliori tempi italiani dell’anno.
La gara femminile è stata vinta dalla keniana Brenda Jepchirchir con un eccellente 29’26”, che la rende la quinta atleta della storia sui 10 km su strada. Alle sue spalle l’etiope Likina Amebaw, ora sesta all-time, e Clare Chemtai Ndwia, terza in 29’50”. Sotto i 30 minuti anche Wede Kefale Belew con 29’56”. A seguire Girmawit Gebru in 30’03” e Faith Cherono in 30’07”, immediatamente prima della prova-record di Eilish McColgan. In chiave italiana, Federica Zanne ha chiuso al 43° posto con il tempo di 32’27”.

A Valencia domina Korir. Crollo finale per Crippa. 
John Korir firma una maratona sensazionale a Valencia chiudendo in 2h02’24”, ottavo tempo mondiale di sempre. Giornata difficile per Yeman Crippa
Il keniano John Korir ha vinto da dominatore la 45ª edizione della maratona di Valencia, a cui hanno partecipato 35.000 podisti, con l'ottimo crono di 2h02.24. Ottavo tempo mondiale di sempre. Ventinove anni compiuti martedì scorso il fondista keniano, nelle ultime due stagioni, ha vinto due volte la maratona di Boston oltre a quella di Chicago nel 2024 con il suo precedente personale di 2h02.43. A Valencia si è prodotto nell'attacco decisivo poco dopo il 25° chilometro dopo un passaggio alla mezza maratona di 1h01.47. Fantastica la sua seconda metà gara in 1.00.47. Con un negative split di un minuto esatto. Alle sue spalle sono crollati ben tre primati nazionali. Con il tedesco Amanal Petros secondo in 2h04.03, con il norvegese Awet Kibrab terzo in 2h04.24 ed infine con il giapponese Suguru Ōsako quarto in 2h04.55. 

LA GARA DI CRIPPA AI RAGGI X— 
Fino al trentesimo chilometro anche l'azzurro Yeman Crippa stava correndo sul ritmo utile per battere il primato italiano di 2h05.24 di Yohanes Chiappinelli. Con passaggi di 29.36 (10 km), 59.22 (20 km) 1h02.40 ( mezza maratona) e 1h29.05 (30 km). Poi, improvvisa, è arrivata la crisi. Con un parziale di 16.08 dai 30 ai 35 km. Addirittura di 17.42 dai 35 ai 40 km. Infine con gli ultimi 2195 metri in 8.05. Per chiudere la gara in 2h11.00. In 38° posizione. Quella di oggi era la sesta maratona della carriera di Crippa. Se c'è da registrare un piccolo passo in avanti rispetto ai ritiri di Londra e dei mondiali di Tokyo, il crono di Valencia è però il più alto fra le sue quattro altre maratone portate a termine. Il 2h08.57 del 2023 a Milano, il 2h06.06 del 2024 a Siviglia ed il 2h10.30 dell'anno scorso ai giochi olimpici di Parigi. Un risultato che certamente farà riflettere Crippa e con lui Massimo Pegoretti, suo tecnico da sempre, se può ancora valere la pena o meno di insistere sulla maratona oppure se non sarebbe meglio ritornare a gareggiare in pista. Dove, tra l'altro, Yemann è primatista nazionale dai 3000 ai 10.000 metri. Fra gli altri italiani in gara citazione d'obbligo per il 28° Riccardo Mugnosso che con 2h13.41 ha stabilito il proprio personale (prec. 2.14.31) nel 2024 a Verona. 
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LA GARA FEMMINILE— Fuochi d'artificio anche nella gara femminile vissuta sul grande duello fra le keniote Joyciline Jepkosgei e la sua connazionale Peres Jepchirchir, campionessa mondiale a Tokyo. Un lungo braccio di ferro spezzato dalla Jepkosgei, che domani compirà 32 anni, con un poderoso allungo negli ultimi 4 km arrivando al traguardo in 2h14.00. Quarto tempo di sempre al mondo. Per un'atleta di grande classe che in carriera ha vinto le maratone di Londra e New York. Crono da circolino rosso con 2h14.43 anche per la Jepchirchir. Alle loro spalle, come nella gara maschile, sono caduti tre primati nazionali. Con la belga Chloé Herbiet (terza in 2h20.30), con la finlandese Alisa Vainio (quarta in 2h20.48) e con l'australiana Jessica Stenson (quinta in 2h21.24).


Firenze: Jaafari esordio vincente 2h09:58

Il campione italiano di mezza maratona, al debutto sui 42,195 chilometri, scende sotto le due ore e dieci minuti nell’evento con arrivo in piazza Duomo e 15mila partecipanti al via
Debutto con successo alla 41esima Estra Firenze Marathon per Badr Jaafari. Il campione italiano di mezza maratona, alla sua prima volta sulla distanza dei 42,195 chilometri, si aggiudica la gara e firma il crono di 2h09:58. Per il varesino dell’Atletica Casone Noceto arriva subito un risultato significativo sotto le due ore e dieci minuti, poco più di un mese dopo il successo tricolore con il personale di 1h01:48 a Cremona: “Una bellissima emozione, ho corso un paio di minuti più veloce di quanto mi ero prefissato. L’atmosfera qui a Firenze è straordinaria e mi ha aiutato a resistere al freddo, sono felicissimo e non potevo desiderare esordio migliore”. Sul traguardo di piazza Duomo il 27enne lombardo, azzurro in primavera nei 10 km agli Europei di corsa su strada, riesce a imporsi con ampio margine nei confronti dell’etiope Asnake Dubre (2h11:22) e del keniano Ishmael Chelanga Kalale (2h11:33). Passaggio a metà gara in 1h05:25 per un quintetto che comprende anche i keniani Emmanuel Kibet Kichwen e Joel Kipsang Kositany, al 25esimo chilometro Jaafari transita in testa da solo e al trentesimo con un parziale di 1h32:10 ha già un vantaggio di 37 secondi sugli inseguitori. Tra le donne vince l’Etiopia con il primo posto di Tsega Desta in 2h30:37 davanti alle keniane Betty Chepkwony (2h33:25) e Sofia Jebiwott (2h35:40). Quinta e migliore delle italiane Marta Bernardi (Gs Le Panche Castelquarto) con 2h47:29. A dare il via la sindaca Sara Funaro in una festa per 15mila partecipanti nella grande classica di fine novembre, su uno dei percorsi più affascinanti del mondo tra storia e arte.

New York: Kipruto al fotofinish, Meucci 11°; Obiri si ripete
Che volata nella maratona della Grande Mela: il keniano vince con 2h08:09 sul connazionale Mutiso, l’azzurro sfiora la top ten (2h10:40). Obiri al record della gara femminile in 2h19:51
Un arrivo palpitante al maschile con il fotofinish a decidere il vincitore, mentre l’azzurro Daniele Meucci chiude undicesimo a soli tre secondi dalla top ten, e il record della gara femminile battuto dopo ventidue anni. Anche stavolta regala emozioni la maratona di New York, la più iconica delle classiche sui 42,195 chilometri. Tra gli uomini esulta il keniano Benson Kipruto in 2h08:09 nel duello con il connazionale Alexander Mutiso, sconfitto per appena sedici centesimi. È il minor distacco di sempre sulle strade della Grande Mela (furono tre decimi nel 2005 a separare il keniano Paul Tergat e il sudafricano Hendrick Ramaala) e si risolve ancora in volata una maratona, a un mese e mezzo dai recenti Mondiali di Tokyo (gap di tre centesimi tra l’iridato tanzaniano Alphonce Simbu e il tedesco Amanal Petros). La coppia al comando si forma quando mancano quattro chilometri, poi il bronzo olimpico Kipruto allunga nell’ultimo tratto e sembra lanciato verso il successo, però viene rimontato da Mutiso che lo affianca sulla linea del traguardo dove entrambi alzano le braccia al cielo, ma il verdetto premia Kipruto. Tutto keniano il podio con il terzo posto di Albert Korir (2h08:57) a precedere il britannico Patrick Dever (2h08:58 al debutto), più distante lo svizzero Matthias Kyburz (quinto in 2h09:55).

A testa alta Daniele Meucci che sfiora l’ingresso tra i primi dieci con il tempo di 2h10:40, tutt’altro che disprezzabile su un percorso impegnativo come quello della metropoli americana. L’ingegnere pisano dell’Esercito, quarant’anni compiuti a ottobre e già campione europeo, coglie l’undicesimo posto recuperando un paio di posizioni nel finale dopo aver viaggiato per oltre metà gara in contatto con il gruppo di testa. Era stato ottavo nel 2022 e decimo nel 2013, quest’anno è quarto degli europei dietro anche al norvegese Sondre Nordstad Moen, ottavo in 2h10:15, e vicino alla decima piazza di Joe Klecker (Usa, 2h10:37). “Una gara difficile - le parole di Meucci - ma questa è New York. Con l’esperienza credo di aver gestito ogni momento al meglio: a 28 anni ho corso qui in 2h12:03 e oggi oltre un minuto in meno, i numeri dicono già tanto. Posso essere soddisfatto, senza alcun rammarico. Le fatiche degli ultimi mesi di preparazione, lontano dalla famiglia, sono state più che ripagate”.

Cade il primato della corsa tra le donne per merito di Hellen Obiri, al suo secondo trionfo dopo quello del 2023 e il secondo posto di un anno fa. La keniana, a sua volta bronzo ai Giochi di Parigi, con 2h19:51 si scrolla di dosso nell’ultimo chilometro Sharon Lokedi (2h20:07) che l’aveva superata in primavera a Boston e la vincitrice uscente Sheila Chepkirui (2h20:24). Nella sfida tra le regine delle ultime tre edizioni, demolito il record di 2h22:31 che apparteneva a Margaret Okayo dall’ormai lontano 2003 con il settimo sigillo consecutivo del Kenya che anche qui monopolizza il podio. Alle loro spalle le statunitensi Fiona O’Keeffe (2h22:49) e Annie Frisbie (2h24:12), invece l’olandese campionessa olimpica Sifan Hassan perde terreno alla mezza, si riaggancia poco prima del trentesimo, poi cede e si deve accontentare del sesto posto in 2h24:43.

Mezza di Valencia, vince Kejelcha, Almgren distrugge il record europeo e Ngetich vicina al record del mondo!

Come da pronostico Yomif Kejelcha ha dominato la Mezza Maratona di Valencia, e, come preannunciato, il vero tema della gara sarebbe stato l’attacco al record del mondo.

E così è stato, con Kejelcha a duettare con il crono fino agli ultimi metri, per terminare in 58:02, un crono imperioso, ma ad una trentina di secondi dal primato del mondo suo (e quello ancora da ratificare il fantascientifico primato di Jacob Kiplimo). Gran gara, con ben 4 atleti sotto i 59 minuti: seconda piazza infatti per il burundiano Rodrigue Kwizera, che da specialista dei cross, si è ritagliato un bel futuro sulla strada: 58:39 per lui e Record Nazionale.

Terzo posto per il keniano Brian Kibor con 58:39 anche per lui, con lo svedese Andreas Almgren a stampare un fantastico 58:41, demolendo di 32 secondi il record europeo di Julien Wanders fatto nel 2019 al RAK. A seguire il sudafricano Adriaan Wildschutt con 59:13, quindi il keniano Nicholas Kipkorir, con 59:44.

Nella gara femminile, Agnes Ngetich vicinissima al record del mondo: per lei 1:03.08, suo secondo crono di sempre a 4 secondi dal PB e a 16 dal record del mondo di Letensebet Gidey, risalente al 2021. Dietro di lei l’etiope Fotyen Tesfay con il 1:05.11, quindi la keniana Veronic Loleo con 1:05.46. A seguire la keniana Gladys Chepkurui con 1:06.58, l’etiope Mulat Tekle con 1:07.08, l’americana Emma Hurley con 1:08.02.

Classifica Maschile
Pos. Nombre Tiempo
1 YOMIF KEJELCHA (ET) 00:58:02
2 RODRIGUE KWIZERA (BI) 00:58:39
3 BRIAN KIBOR (KE) 00:58:39
4 ANDREAS ALMGREN (SE) 00:58:41

Classifica femminile
Pos. Nombre Tiempo
1 AGNES JEBET NGETICH (KE) 01:03:08
2 FOTYEN TESFAY (ET) 01:05:11
3 VERONIC LOLEO (KE) 01:05:46


L'Etiopia domina ancora alla 39^ Wizz Air Venicemarathon con Robi e Zebenay.

 La 39^ Wizz Air Venicemarathon torna ancora una volta a parlare etiope, con le vittorie di Deribe Robi (2h08’58”) al maschile e Ashumar Zebenay tra le donne (2h27’31”) e portando così a 15 il numero di successi alla Venicemarathon.

GARA MASCHILE - La cronaca della gara maschile racconta di un passaggio molto regolare alla mezza maratona (1h03’41”) del gruppo di testa guidato da una decina di atleti. La svolta si è decisa, come spesso accade, sul Ponte della Libertà, quando il perentorio attacco dell’etiope Deribe Robi ha sbaragliato la concorrenza dei suoi compagni di viaggio, iniziando così il suo assolo in una Venezia che iniziava a bagnarsi per l’effetto dell’acqua alta, fino al trionfo sul traguardo di Riva Sette Martiri con il tempo di 2h08’58”: il settimo tempo più veloce della storia di questa maratona.

Al secondo posto, dopo una bella rimonta finale, è giunto il keniano Isaac Cheluko in 2h10’54” e terzo il connazionale Hammington Kimaiyo in 2h11’03”.

Con l'affermazione di oggi in laguna, Robi torna alla ribalta nel panorama internazionale dopo anni di assenza: la sua ultima vittoria su una 42K risaliva infatti addirittura al 2014, quando si impose in quella di Marrakech.

Tra gli italiani, il migliore è stato Roberto Graziotto al nono posto finale in 2h25’16”.

GARA FEMMINILE - Gara dal passo regolare anche tra le donne, con sei atlete che sono passate alla ‘mezza’ in 1h13’39”. Anche in questo caso, il lungo rettilineo del Ponte della Libertà è stato decisivo, con la minuta Zebenay che ha gradualmente staccato le altre concorrenti. L’ingresso in Piazza San Marco le è costato però una caduta, causata dalla pavimentazione resa bagnata e scivolosa dall’acqua alta, che però non ha compromesso lo straordinario risultato finale. Ashumar Zebenay ha vinto in 2h27’31”, abbassando di oltre sei minuti il suo precedente record personale (2h33’35” ottenuto quest’anno a Huaian, in Cina) e ottenendo la sesta miglior prestazione di sempre alla Venicemarathon.

Alle sue spalle è arrivata la connazionale Azalech Mashresha in 2h30’42”, mentre completa il podio, a sorpresa, la keniana Daizy Jemutai che al debutto sulla distanza, ha chiuso con il nuovo record personale di 2h30’50”. Tra le italiane, la migliore è stata Claudia Andrighettoni (US Quercia Rovereto) ottava assoluta in 2h49’00”.

La Wizz Air Venice Half Marathon ha applaudito la vittoria di Marcello Panzone (ASD Dragonero) in 1h09’29” e di Elena Cazzanti (Vanotti Running Team) in 1h26’01”, mentre la Wizz Air VM 10K, partita dal Parco San Giuliano con arrivo sempre in Riva Sette Martiri a Venezia, in campo femminile segna il nuovo record del percorso con Diletta Moressa: l’atleta veneta che gareggia per il GS Orecchiella Garfagnana, già vincitrice nel 2022 e 2023, ha quest’anno fermato il cronometro nel tempo di 35’33”, migliorando di quasi 2 minuti il precedente record appartenente all’azzurra Giovanna Epis. Tra gli uomini, vittoria di Stefano Ghenda della Trevisatletica con il tempo di 33’56”.

CLASSIFICA MARATONA MASCHILE
1. Deribe Robi (ETH) 2h08’58”
2. Isaac Cheluko (KEN) 2h10’54”
3. Hammingaton Kimaiyo (KEN) 2h11’03”
4. Kipsambu Kimakal (KEN) 2h12’22”
5. Moses Koech (KEN) 2h14’58”
9. Roberto Graziotto (ITA – ASD Atl. San Biagio) 2h25’16”

CLASSIFICA MARATONA FEMMINILE
1. Ashumar Zebenay (ETH) 2h27’31”
2. Azalech Masresha (ETH) 2h30’42”
3. Daizy Jemutai (KEN) 2h30’50”
4. Birhanu Abera (ETH) 2h31’26”
5. Addisalem Belay (ETH) 2h35’04”
8. Claudia Andrighettoni (ITA - US Quercia Rovereto) 2h49’00”
9. Federica Moroni (ITA – Atl. Rimini) 2h51’13”

Maratone in tre continenti
Da Amsterdam a Lubiana, da Toronto a Tokyo e Gyeongju. 

Ancora una 42 km velocissima ad Amsterdam, in occasione del 50esimo anniversario della classica maratona dei Paesi Bassi. Nella corsa femminile ben tre etiopi sono scese sotto le 2h20, con le prime due, Aynalem Desta (2h17:37 e 21esima prestazione all-time con negative split 1h09:10/1h08:27) e Bertukan Welde (2h17:56) che entrano nella "top ten" mondiale stagionale, mentre la terza, l'esordiente Mekides Shimeles, ha coperto la prima maratona della carriera in 2h19:56, portando a ventitre il numero di atlete scese sotto le 2h20 in questa stagione (furono trentuno la scorsa stagione). In classifica, altre tre etiopi fino al sesto posto (Mekasha 2h20:56, Mulu 2h21:04 e Mulate 2h21:23). Alle spalle della settima, l'iridata 2017 Rose Chelimo (2h22:55), ecco la prima europea, la francese Margaux Sieracki, debuttante sui 42 km in un notevole 2h25:50 (fu 15esima agli Europei di Roma 2024 nella mezza maratona e 30esima ai campionati mondiali su strada a Riga nel 2023). 

CHEPTEGEI QUINTO. Corposo negative split di circa un minuto (1h02:14/1h01:16) anche per il vincitore della maratona uomini, il keniano 25enne Geoffrey Kipchumba Toroitich, autore di un eccellente record della corsa in 2h03:30, un sensibile progresso dopo l'esordio in maratona in marzo a Tokyo in 2h05:46. A suo ulteriore merito, l'aver tolto il record della classica olandese al campione olimpico in carica Tamirat Tola, che nel 2021 vinse in 2h03:39, e aver preceduto sia l'etiope due volte vincitore a Amsterdam Tsegaye Getachew (2022 e 2024), ieri secondo con il personale migliorato in 2h04:18 (ingresso nella top ten 2025 sia per lui che per Toroitich), che l'altro etiope Getaneh Tamire Molla (2h04:19 non lontanissimo dal personale di 2h03:30). Quinto il big ugandese Joshua Cheptegei, oro olimpico e primatista mondiale su 5000 e 10.000 in carriera, che però riesce ad abbassare il personale a 2h04:52, battuto anche dal tanzaniano Gabriel Geay (2h04:36). Miglior europeo, l'israeliano di origini etiopi Tadesse Getahon (settimo agli Europei di Roma nei 10.000 metri), nono in 2h07:15 all'esordio sulla distanza. Personale anche per il britannico Sesemann, decimo in 2h07:18. Titoli nazionali d'Olanda assegnati a Khalid Choukoud in 2h08:00 e Anne Luijten in 2h28:28.

LUBIANA E TORONTO. In Slovenia vince l'etiope con disabilità visiva (due volte campionessa paralimpica nei 1500 metri) Tigist Getahagn Mengistu in 2h22:46 per precedere le keniane Brillian Jepkorir (2h23:57 all'esordio) e Janet Rungaru (2h26:37). Ancora Etiopia-Kenya al maschile con nell'ordine Haftamu Gebresilase (2h06:52), Collins Kipkorir (staccato di quasi due minuti in 2h08:40) e Kemal Husen (2h09:09). Nella maratona di Toronto incidente di percorso di tre etiopi tra le migliori inscritte, che hanno sbagliato tracciato finendo sulla linea d'arrivo della mezza maratona. Il successo ha arriso a un'altra etiope, la 29enne Shure Demise, in 2h21:04, nota fin dai primi passi da maratoneta per aver stabilito a Dubai nel 2015 la miglior prestazione mondiale in maratona per una ragazza al di sotto dei vent'anni (2h20:59). Quest'anno la Demise aveva trionfato nella Milano Marathon in 2h23:31. In carriera vanta anche un terzo posto a Chicago e un quinto posto a Berlino, oltre al quinto posto ai Campionati Mondiali 2017. Classifica uomini all-Kenya con nell'ordine Leonard Langat (2h08:05) Noah Kipkemboi (2h08:29) e Sila Kiptoo (2:08:46). 

BAREGA VINCE A TOKYO. Successo dell'olimpionico di Tokyo 2021 Selemon Barega nella mezza maratona di Tokyo in 1h01:22 (stesso tempo per il keniano Richard Etir), in una corsa condizionata dalle alte temperature. Tra le donne vince l'esordiente keniana Rebecca Mwangi in 1h08:46. In Corea la maratona di Gyeongju con il record nazionale irlandese migliorato di oltre un minuto e mezzo da Fearghal Curtin in 2h07:54. L'atleta era reduce dal personale in mezza maratona un mese fa a Copenhagen in 1h00:22. Tra le altre maratone internazionali del fine settimana, annullata quella di Città del Capo a causa delle avverse condizioni atmosferiche. Nella maratona cinese di Dongying terzo successo del keniano Ezrah Kipketer Tanui in altrettante 42 km disputate questa stagione. Ieri si è espresso in 2h08:12, dopo aver vinto in gennaio a Doha in 2h07:28 e aver bissato a Jilin in maggio in 2h08:28. Mella mezza maratona di Praga a inizio aprile aveva conquistato il podio in 59:20 (grazie a Carole Fuchs). 



Kiplimo 2h02:23 a Chicago

L'ugandese primatista mondiale di mezza maratona vince la 42 km di Chicago, l'etiope Feysa world lead in 2h14:56 al femminile. A New York Tara Davis-Woodhall 7,13 nel lungo, stessa misura del titolo mondiale a Tokyo.

Non è arrivato il record del mondo, ma la maratona di Chicago ha offerto uno spettacolo degno delle precedenti edizioni, soprattutto per merito del non ancora 25enne ugandese Jacob Kiplimo, che ha vinto con il tempo di 2h02:23 (primato nazionale), secondo crono di sempre nella Chicago Marathon dopo il primato mondiale del keniano prematuramente scomparso Kelvin Kiptum (2h00:25 nel 2023) e settima prestazione all-time, oltre che seconda miglior prestazione stagionale dopo il 2h02:16 dell'altro keinano Sabastian Sawe nella maratona di Berlino dello scorso settembre. 

Una corsa di altissimi contenuti con un quintetto di atleti che ha inferto un ritmo elevatissimo dai primi chilometri (Kiplimo, il vincitore uscente John Korir, Amos Kipruto, Philemon Kiplimo Kimaiyo e Timothy Kiplagat), per poi ridursi ai soli Kiplimo e Korir, fino al ritiro di quest'ultimo. A lungo con il possibile primato mondiale nelle gambe (al 30esimo chilometro ben un minuto sotto al passaggio della gara-record di Kiptum con il miglior parziale di sempre in 1h25:31), Kiplimo ha ceduto negli ultimi chilometri ma siè imposto in una super-classica delle World Marathon Majors alla seconda esperienza di maratona, dopo l'esordio a Londra in primavera dove fu secondo con il record nazionale di 2h03:37. 

Dietro Kiplimo, il keniano Amos Kipruto in 2h03:54 (quarta prestazione in carriera), il sorprendente Alex Masai in 2h04:37 (PB precedente 2h08:03) e lo statunitense Conner Mantz, che è riuscito a mantenere i propositi di migliorare il primato nazionale (2h05:22 di Khalid Kannouchi datato 2002) ma è arrivato oltre, chiudendo con il record continentale di 2h04:43. Miglior europeo al traguardo, il belga primatista continentale Bashir Abdi, decimo in 2h07:08, in una 42 km straordinaria per densità con i primi sette ben sotto le 2h06, tra cui, a chiudere la ristretta fila, Geoffrey Kamworor (2h05:31). 

FEYSA SBARAGLIA. Successo femminile, con margine più corposo di quello di Kiplimo, per l'etiope Hawi Feysa, iridata di cross a squadre nel 2019, che in 2h14:56 (quinta prestazione di sempre e quinto crono dall-timea Chicago) ha tolto oltre due minuti al personale issandosi in cima alle liste mondiali stagionali. Dopo un passaggio velocissimo a metà gara (1h07:30), la Feysa ha tenuto fino al traguardo (con un negative split di appena quattro secondi), per assicurarsi il primo trionfo nel circuito delle World Marathon Majors e il secondo successo nei 42 km dopo quello di Francoforte della passata stagione. 

Sotto le 2h20 anche la connazionale Alemu Megertu (2h17:18), la tanzaniana Magdalena Shauri (record nazionale in 2h18:03), la keniana Loice Chemnung (esordio sulla distanza in 2h18:23) e l'altra keniana 36enne Mary Ngugi-Cooper (personale in 2h19:25). Prima statunitense Natosha Rogers (sesta in 2h23:28), prima europea la francese Melody Julien (decima in 2h27:09), tra di loro il primato sudamericano sfiorato di appena cinque secondi dall'argentina Florencia Borelli, ottava in 2h24:23. 

DELHI. In India la mezza maratona di Nuova Delhi è stata vinta dalla favorita Lilian Kasait Rengeruk. Dopo la mezza delusione del quinto posto a fine agosto in un'altra mezza maratona in Irlanda, è tornata a vincere in 1h07:20 sulla sorprendente 19enne etiope Mulat Siyoum Biratu, all'esordio sulla distanza (1h07:21), e sull'altra etiope Tekle Muluat (seconda nella Roma-Ostia un anno fa). Il terzetto, nei chilometri conclusivi, ha staccato l'altra keniana co-favorita Catherine Reline, quarta in 1h07:50 dopo che tutte le leader erano transitate al 15esimo chilometro in 48:11. Successo uomini in 59:50 al keniano Alex Matata, che ha riavviato un eventuale nuova striscia di vittorie dopo un poker di successi (Ras Al Khaimah, Meishan, Yangzhou e Istanbul) interrotto dal sesto posto nella mezza di Copenhagen di un mese fa. Appena quarto l'etiope co-favorito Birhanu Legese (1h00:54), che ha ceduto nella seconda parte della corsa. 
Battocletti bronzo, Italia record 7 medaglie!

Terzo posto nei 5000 per Nadia a Tokyo (14:55.42): è la prima donna italiana a conquistare due medaglie nella stessa edizione dei Mondiali. Azzurri mai così tante volte sul podio
È la nuova impresa di Nadia Battocletti, straordinario bronzo nei 5000 ai Mondiali di Tokyo una settimana dopo l’argento nei 10.000 metri, a trascinare l’Italia al record storico di medaglie. Sette volte sul podio con un oro, tre argenti e tre bronzi, non era mai successo nelle diciannove precedenti edizioni. L’azzurra si prende un magnifico terzo posto in 14:55.42 con un’altra gara emozionante dietro alle fenomenali keniane: vince la primatista mondiale Beatrice Chebet (14:54.36) che completa la doppietta d’oro come alle Olimpiadi della passata stagione, argento per la campionessa uscente Faith Kipyegon (14:55.07) a quattro giorni dal successo nei 1500 metri. Stavolta la fuoriclasse trentina si porta in testa a circa 500 metri dal traguardo prima della volata che a Tokyo la premia con il bronzo, dopo essersi piazzata quarta l’anno scorso ai Giochi di Parigi dove aveva conquistato l’argento sulla doppia distanza, ed entra nella leggenda perché diventa la prima donna azzurra a festeggiare due medaglie nella stessa edizione dei Mondiali: ci erano riusciti soltanto Pietro Mennea (argento 4x100 e bronzo 200 nel 1983) e Francesco Panetta (oro 3000 siepi e argento 10.000 nel 1987). Il massimo storico per l’Italia era di sei medaglie in un’edizione a Goteborg nel 1995 con due ori, due argenti e due bronzi.

SECONDA MEDAGLIA - Che brividi a Tokyo, è ancora magica Nadia Battocletti. La regina del mezzofondo azzurro fa sognare: ci prova fino alla fine senza paura, lotta ad armi pari con le più forti e agguanta un’altra medaglia, il bronzo dei 5000 metri. Nelle fasi di avvio dettano il passo le statunitensi Shelby Houlihan e Josette Andrews con la keniana Agnes Ngetich e Nadia Battocletti in controllo, francobollata da Beatrice Chebet, mentre Faith Kipyegon viaggia al centro del gruppo. Passaggio lento al primo chilometro (3:17.13), si prosegue intorno ai tre minuti ogni mille con 6:19.94 e 9:18.66, poi un parziale in 2:57 transitando in 12:15.51. Finale da batticuore con la 25enne delle Fiamme Azzurre che va avanti quando mancano 500 metri, risale Kipyegon per tallonarla prima del sorpasso all’inizio del rettilineo opposto, seguita come un’ombra da Chebet, ma ‘StraordiNadia’ resta vicina e nel match per il podio stacca l’etiope Gudaf Tsegay che si deve accontentare del quinto posto in 14:57.82 superata anche da Houlihan, quarta con 14:57.42.

“HO VOLUTO OSARE” - “Mi sono detta che era il giorno per provare a osare - racconta Nadia Battocletti - e sono molto felice e fiera di me stessa. L’idea è balenata alla vigilia insieme al papà-coach Giuliano: ho pensato che forse nei 10.000 avevo perso quell’attimo, anche se probabilmente non sarebbe cambiato il risultato della gara, che mi ha fatto capire di doverci provare. La tattica delle americane, a lungo in testa, mi ha agevolato e a 600 metri dal traguardo quando ho visto salire le africane mi sono messa subito al comando. Trovarmi davanti all’ultimo giro è stato emozionante, ai duecento eravamo un quartetto e ho pensato che comunque non potevo rischiare troppo, si deve essere anche scaltri e le ho fatte passare, cercando di scalare una marcia nel finale. In mente avevo ‘Rain, in your black eyes’ di Ezio Bosso, una melodia che aumenta di ritmo negli ultimi minuti. Ero arrivata qui per mostrare a me stessa che stavo bene, che gli allenamenti prima o poi pagano, e adesso sto raccogliendo tanto. Mi piace trovarmi in questa posizione, mi piace il confronto e la competitività con le migliori al mondo, ma prima e dopo la gara c’è molto rispetto: è proprio questo che mi è sempre piaciuto dell’atletica e che mi ha portato a continuare”.

4x400: AZZURRE OK - Si qualifica alla finale della 4x400 femminile il quartetto italiano con Anna Polinari, Virginia Troiani, Alessandra Bonora e Alice Mangione in 3:24.71, al quarto posto con l’ultimo crono di recupero. Le azzurre corrono il terzo tempo italiano di sempre, a poco più di un secondo dal record di 3:23.40 realizzato nella scorsa stagione, e timbrano il pass per la terza edizione consecutiva della rassegna iridata. Eliminata la 4x100 maschile, al sesto posto in batteria con Fausto Desalu, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta e Matteo Melluzzo in 38.52 mentre l’ultimo tempo utile è il 38.34 della Francia, ma la gara degli azzurri è condizionata da un contatto con il Sudafrica. Dopo un avvio poco brillante (0.235 il crono di reazione) per Desalu, in quinta corsia, al cambio Jacobs urta con il primo frazionista sudafricano Shaun Maswanganyi al suo esterno, in sesta, e rischia di cadere, rimane in piedi anche se il risultato è compromesso. Il ricorso azzurro viene poi respinto. Poca fortuna per la 4x100 femminile con l’infortunio in prima frazione di Vittoria Fontana, costretta quasi a fermarsi in curva per un problema alla coscia sinistra, Gloria Hooper riesce comunque a prendere il testimone che arriva a Dalia Kaddari e Alessia Pavese: out con la sesta posizione in un poco significativo 49.41 nella batteria vinta dalla Giamaica (41.80). Nell’eptathlon tredicesima Sveva Gerevini con 6167 punti, terza prestazione in carriera al rientro dall’intervento di fine marzo al tendine d’Achille destro. La seconda giornata dell’azzurra si conclude con 44,16 nel giavellotto, record personale dopo nove anni, e 2:08.89 sugli 800 metri. Oro alla statunitense Anna Hall (6888) che precede l’irlandese Kate O’Connor (6714), bronzo a pari merito per Taliyah Brooks (Usa) e Katarina Johnson-Thompson (Gran Bretagna) a 6581 punti.

Battocletti show: record europeo nei 5 km!
Sulle strade di Tokyo la fuoriclasse azzurra con 14:32 migliora di sette secondi il primato continentale su strada
Nuova splendida impresa di Nadia Battocletti. La campionessa azzurra firma il record europeo dei 5 chilometri di corsa su strada con il tempo di 14:32 a Tokyo. Nella capitale giapponese, che a settembre ospiterà i Mondiali, riesce ad abbassare di sette secondi il primato stabilito in questa stagione dall’olandese Diane Van Es con 14:39 nel Principato di Monaco, lo scorso 9 febbraio. È l’ennesima dimostrazione di classe per l’argento olimpico di Parigi nei 10.000 metri, quattro volte regina d’Europa in meno di un anno, fresca di medaglia d’oro sui 10 km a Lovanio dopo i trionfi su pista, 5000 e 10.000 a Roma, e nel cross ad Antalya. Battuto invece di tredici secondi il suo record italiano di 14:45 realizzato dell’ottobre 2023 a Riga con il quinto posto ai Mondiali su strada.

Sul percorso completamente piatto del Meiji Jingu Gaien, il parco nei dintorni dello stadio Nazionale di Tokyo, la 25enne delle Fiamme Azzurre chiude al secondo posto dietro soltanto alla keniana Caroline Nyaga che si impone con 14:19, terza Maurine Jepkoech (Kenya, 14:40). Per la fuoriclasse trentina stavolta c’è un ‘pacer’ d’eccezione, l’azzurro Iliass Aouani, campione europeo di maratona nella rassegna continentale di tre settimane fa in Belgio. Con questo risultato l’atleta allenata dal papà-coach Giuliano può guardare con sempre maggiore fiducia agli appuntamenti della stagione su pista: debutto nei 3000 di Rabat (Marocco) il 25 maggio in Diamond League, poi 1500 a Rovereto il 2 giugno e quindi il Golden Gala Pietro Mennea di Roma, il 6 giugno, nei 5000 di cui è primatista italiana (14:31.64 per il quarto posto ai Giochi di Parigi).

Yaremchuk record italiano 2h23:14 a Londra

L’azzurra migliora di due secondi il primato stabilito a Valencia nel 2023. Crippa ritirato. Vincono Tigst Assefa in 2h15:50 (record del mondo women-only) e Sabastian Sawe in 2h02:27, migliori prestazioni mondiali dell’anno
La maratona di Londra premia l’azzurra Sofiia Yaremchuk che firma il nuovo record italiano in 2h23:14. Settima al traguardo con una condotta regolarissima e sempre nella top ten delle elite runners, la portacolori dell’Esercito abbassa di due secondi il suo primato nei 42,195 chilometri stabilito il 3 dicembre 2023 a Valencia. Una prestazione esemplare, sempre sul piede di 3:23-3:26 ogni mille metri e il miglior riscontro ottenuto a metà della gara (3:20). In rimonta nella seconda parte, sulle strade londinesi ha raggiunto e superato la debuttante Eilish McColgan (2h24:25 per migliorare la mamma Liz e il record di Scozia). Una prestazione che vale intrinsecamente più di quanto rilevato dai tempi ufficiali, considerando che la corsa con partenze separate tra uomini e donne (al contrario di Valencia) ha costretto l’azzurra allenata da Fabio Martelli a gestire in solitaria le fasi cruciali e la rimonta nella seconda metà. Statistiche alla mano, il miglior crono italiano in gara solo femminile apparteneva a Sara Dossena (2h24:00 nella maratona di Nagoya del 2019).

Per la Yaremchuk, primatista italiana anche della mezza maratona (1h08:27 nella scorsa stagione a Napoli) e due settimane fa medaglia d’oro a squadre nei 10 km agli Europei di Lovanio, i seguenti passaggi: 16:53 (5 km), 33:58 (10 km), 51:02 (15 km), 1h08:00 (20° km), 1h11:39 (mezza maratona), 1h24:52 (25 km), 1h42:02 (30 km), 1h58:56 (35 km), 2h15:45 (40 km). Una gara femminile decisa al vertice dopo il 35° km quando l’etiope Tigst Assefa, ex primatista mondiale e seconda un anno fa, ha staccato di quasi un minuto nel giro di tre chilometri la keniana Joyciline Jepkosgei, per chiudere in 2h15:50 con il nuovo primato mondiale di maratona “women only” (precedente 2h16:16 della keniana Peres Jepchirchir per il successo di un anno fa), secondo crono londinese di sempre e miglior prestazione mondiale dell’anno, a 25 secondi dal record della corsa di Paula Radcliffe. Seconda la Jepkosgei, con un distacco salito a quasi tre minuti, in 2h18:43. Terza l’olimpionica di Parigi, l’olandese Sifan Hassan, che ha iniziato a perdere contatto con la coppia di testa a metà gara, per chiudere in 2h18:59.

“Nel finale ci ho messo tutta me stessa quando ho visto la possibilità del record. Conoscevo già il percorso di Londra e mi sono basata anche sull’esperienza di due anni fa”, racconta Sofiia Yaremchuk che nel 2023 si era piazzata al nono posto con il personale di 2h24:02 dopo un passaggio alla mezza di 1h11:15 in quell’occasione. “Stavolta ho scelto di partire con il terzo gruppo, perché il ritmo del secondo era troppo rischioso, ma speravo di andare più forte nella prima parte. Faceva caldo sotto il sole, però dal 25esimo chilometro ho cominciato a sciogliere le gambe in progressione cercando di tenere un ritmo regolare, di ascoltare le mie sensazioni. La maratona è imprevedibile e sono davvero contenta perché qui è più difficile correre da sola. Stavolta l’ho preparata con due periodi di altura a Iten, in Kenya, all’inizio dell’anno e poi a marzo. Per inseguire i sogni si deve essere determinati, ma il lavoro paga sempre”.

CRIPPA RITIRATO. La gara di Yeman Crippa si è interrotta tra il 30° e il 35° km. L’ultima rilevazione collocava l’azzurro delle Fiamme Oro in undicesima posizione al passaggio del 30° km con un minuto e diciotto secondi di ritardo sul folto gruppo di testa (nove atleti), in linea con la proiezione sul record italiano. Una gara in cui Crippa ha tenuto sempre posizione tra l’undicesimo e il dodicesimo, sul piede di 2:58, per poi rallentare dopo la mezza (1h01:55). Il successo è di Sabastian Sawe che trionfa in 2h02:27 alla seconda maratona della carriera, con la decima prestazione assoluta all-time e seconda della maratona di Londra, miglior risultato mondiale 2025. Dietro Sawe, debutto straordinario del primatista mondiale di mezza maratona, l’ugandese Jacob Kiplimo, secondo con il record nazionale di 2h03:37. Per completare il podio, arrivo a due con il keniano Alexander Mutiso, vincitore un anno fa, che prevale in 2h04:20 sull’olandese Abdi Nageeye, che firma con lo stesso tempo il primato nazionale e la quarta prestazione europea di sempre.

Nelle gare wheelchair, lo svizzero Marcel Hug dopo Boston conquista anche Londra (1h25:25). Secondo il giapponese Tomoki Suzuki in 1h26:09, terzo a replicare il podio di lunedì scorso a Boston l’olandese Jetze Plat (1h26:49). Ancora Svizzera nella sfida femminile, vinta per la terza volta londinese da Catherine DeBrunner con il record della gara in 1h34:18. L’elvetica ha nettamente preceduto la statunitense Susannah Scaroni (che si era aggiudicata il successo a Boston), seconda in 1h38:08. Terza l’altra svizzera Manuela Schar (anche per lei bis del piazzamento di Boston) in 1h41:06.

Lista italiana alltime maratona femminile
2h23:14 Sofiia Yaremchuk, Londra 27 aprile 2025 (maratona solo femminile)
2h23:44 Valeria Straneo, Rotterdam 15 aprile 2012
2h23:46 Giovanna Epis, Amburgo 23 aprile 2023
2h23:47 Maura Viceconte, Vienna 21 maggio 2000
2h24:00 Sara Dossena, Nagoya 10 marzo 2019 (maratona solo femminile)
2h25:17 Franca Fiacconi, New York 1 novembre 1998
2h25:28 Bruna Genovese, Boston 17 aprile 2006
2h25:32 Anna Incerti, Berlino 25 settembre 2011
2h25:57 Maria Guida, Carpi 10 ottobre 1999
2h26:10 Rosaria Console, Berlino 25 settembre 2011

Cronologia record italiano maratona femminile
2h54:23 Silvana Cruciata (Fiamma Roma) Monza 6 gennaio 1977
2h54:16 Maria Pia D’Orlando (Cus Milano) Monza 15 gennaio 1978
2h49:22.4 Maria Pia D’Orlando (Cus Milano) Rieti 12 ottobre 1980
2h44:31 Silvana Cruciata (Fiamma Roma) Roma 28 dicembre 1980
2h32:55 Rita Marchisio (Roata Chiusani) Osaka 24 gennaio 1982
2h31:49 Laura Fogli (Snia Milano) New York 23 ottobre 1983
2h29:28 Laura Fogli (Snia Milano) Los Angeles 5 agosto 1984
2h27:49 Laura Fogli (Cus Ferrara) Seul 23 settembre 1988
2h25:17 Franca Fiacconi (Cus Bologna) New York 1 novembre 1998
2h23:47 Maura Viceconte (Maratona Torino) Vienna 21 maggio 2000 (maratona solo femminile)
2h23:44 Valeria Straneo (Runner Team 99 Sbv) Rotterdam 15 aprile 2012
2h23:16 Sofiia Yaremchuk (Esercito) Valencia 3 dicembre 2023
2h23:14 Sofiia Yaremchuk (Esercito) Londra 27 aprile 2025 (maratona solo femminile)
 

Warholm lancia la Diamond League

Nella prima tappa di Xiamen, il norvegese alla migliore prestazione mondiale dei 300hs in 33.05. Kipyegon sfiora il record dei 1000, Chebet batte Tsegay, Duplantis 5,92. Osakue settima nel disco
La prima tappa della Wanda Diamond League a Xiamen parte con la migliore prestazione mondiale del norvegese Karsten Warholm nell'ultima gara della serata cinese, i 300 metri ostacoli in 33.05 (precedente 33.26 dello stesso Warholm). Niente primato del mondo sui 1000 metri per la keniana Faith Kipyegon (2:29.21). L'appuntamento che inaugura il massimo circuito internazionale si chiude con cinque migliori prestazioni mondiali stagionali e otto record del meeting. Nel disco l'azzurra Daisy Osakue è settima (60,25), vince l'olimpionica Valarie Allman con 68,95. Successi per Beatrice Chebet nei 5000 metri (14:27.12), l'etiope Samuel Firewu nei 3000 siepi (8:05.61), Armand Duplantis nell'asta (5,92), Yaroslava Mahuchikh nell'alto (1,97), l'olandese Jessica Schilder nel peso (20,47), il botswano Bayapo Ndori sui 400 (44.25), lo statunitense Cordell Tinch nei 110 ostacoli (13.06/+0.3), il sudafricano Akani Simbine sui 100 metri (9.99/+0.2), la statunitense Anavia Battle sui 200 (22.41/+0.4) e il cinese Zhang Minkgun nel lungo (8,18/-0.5). Nelle due gare non-Diamond League vincono la greca Elina Tzengko nel giavellotto (64,75) e il giamaicano Jordan Scott nel triplo (17,29).

WARHOLM MONDIALE. Ultima gara in programma, primo record della Diamond League edizione 2025. La novità dell'ufficializzazione dei 300 metri ostacoli come specialità del circuito trova la miglior risposta nell'acuto di Karsten Warholm che supera se stesso in 33.05, togliendo ventuno centesimi alla migliore prestazione mondiale di 33.26 da lui firmata a Oslo il 4 giugno 2021. Il più vicino al norvegese chiude a quasi un secondo, 33.98 del brasiliano Matheus Lima.

OSAKUE SETTIMA. Nella serata all'Egret Stadium, palcoscenico cinese per la prima tappa stagionale del circuito dei diamanti, l'azzurra Daisy Osakue è settima nel disco: la primatista italiana trova la miglior misura al terzo lancio (60,25) dopo l'apertura con 58,64 e un primo progresso al secondo turno (58,93), prima di concludere con due nulli. Vince la favorita statunitense Valarie Allman con un ottimo 68,95, davanti alla cubana Yaimé Pérez (66,26) e all'altra discobola USA Laulauga Tausaga (64,91) che ai Mondiali di Budapest sorprese proprio la Allman conquistando un inattesa medaglia d'oro.

KIPYEGON VICINA ALL'IMPRESA. Non arriva il primato del mondo nell'annunciato tentativo di Faith Kipyegon sui 1000 metri, ma la keniana corre da par suo e realizza la terza prestazione di sempre in 2:29.21 (1:59.69 agli 800 metri), a sei centesimi dal personale e a ventitré dal record mondiale della russa Svetlana Masterkova. Dietro la Kipyegon, primato d'Oceania per l'australiana Abbey Caldwell (2:32.46). Nei 5000 della sfida tra la campionessa olimpica Beatrice Chebet e la primatista mondiale Gudaf Tsegay, prevale senza discussioni la keniana, che a 200 metri si sfila dal gruppo (due keniane, sei etiopi) con un cambio di passo che non lascia speranze alle avversarie (ultimo 200 in 27 secondi) e chiude con la miglior prestazione mondiale stagionale (e primato del meeting) di 14:27.12 (ai 3000 8:38.38). Dietro la keniana, a debita distanza, la Tsegay (14:28.18) e altre cinque etiopi (tre al personal best). Record d'Oceania (il secondo della serata cinese) per l'australiana Rose Davies (nona in 14:40.83). Perde in volata Soufiane El Bakkali: il marocchino iridato e oro olimpico dei 3000 siepi cede già sul rettilineo opposto alla freschezza dell'etiope Samuel Firewu, che s'invola sul traguardo alla miglior prestazione mondiale stagionale di 8:05.61, togliendo il record del meeting proprio a El Bakkali, che arriva secondo in 8:06.66.

DUPLANTIS 5,92. Dopo la vetta di un anno fa (6,24) oggi Armand Duplantis non ha trovato le condizioni per salire a un altro record mondiale. Lo svedese ha fallito tre tentativi a 6,01 dopo essere volato oltre i 5,92 con una luce molto ampia tra sé e l'asticella. Dietro Mondo, il greco Karalis e l'olandese Menno Vloon (entrambi a 5,82). A Yaroslava Mahuchikh è sufficiente l'1,97 nel salto in alto al primo tentativo per superare la coppia delle australiane e stavolta Eleanor Patterson ha la meglio su Nicola Olyslagers (entrambe 1,94). Per l'ucraina tre errori a 2,03, misura sbagliata nettamente. Primato del meeting anche nel peso donne con il lancio d'apertura dell'olandese campionessa europea Jessica Schilder (20,47), che batte l'iridata Chase Jackson (20,31) e la cinese Gong Lijiao (19,62). Solo quinta la canadese iridata indoor Sarah Mitton (19,23). Nei 400 metri il botswano Bayapo Ndori resiste al ritorno del campione del mondo indoor Chris Bailey e si impone sfiorando il primato mondiale stagionale in 44.25 (altro record del meeting), precedendo lo statunitense di due centesimi (tuttavia al personale in 44.27). Quinto il belga campione d'Europa 2024 Alexander Doom, buon rientro dopo lungo stop in 44.92.

SORPRESE. Serata non felice per Grant Holloway: l'olimpionico dei 110hs incoccia in due ostacoli in avvio, sull'ultima barriera non trova la fluidità e chiude rialzato in 13.72, per la seconda sconfitta consecutiva. Vince l'altro statunitense Cordell Tinch, al primato mondiale stagionale in 13.06 (vento +0.3) davanti al giapponese Muratake (13.14) e al cinese Liu Junxi (personale in 13.24). Non è solo Holloway a non rispettare il pronostico sugli ostacoli. La favorita dei 100 con le barriere alte Grace Stark commette lo stesso errore e perde di cinque centesimi dalla giamaicana due volte iridata Danielle Williams (12.53/-0.2). Va ancora peggio alla primatista mondiale dei 60hs Devynne Charlton, che colpisce il secondo ostacolo e finisce la gara anzitempo. Serata "no" anche per la svizzera Mujinga Kambundji nei 200 metri: termina la benzina all'ingresso in rettilineo e chiude ultima in 23.51. Davanti, record del meeting per la sprinter USA Anavia Battle (22.41 con vento +0.4) che supera nettamente una Shericka Jacson ancora in rodaggio dopo l'infortunio della scorsa stagione (22.79).

SIMBINE VA FORTE. Sprint maschile a Akani Simbine, che dimostra anche in Cina di essere l'uomo più in condizione del momento nel settore sprint puro, dopo il 9.90 di Gaborone. Vince in 9.99 (+0.2) con un metro abbondante sul keniano Omanyala (10.13). L'oro olimpico dei 200 metri Letsile Tebogo non trova la miglior giornata (settimo in 10.20), così come Christian Coleman (quarto in 10.18, stesso tempo dell'australiano Kennedy). Il lunghista cinese Zhang Mingkun è l'unico beniamino locale a imporsi con 8,18 (-0.5): va in testa al quinto salto e beffa l'australiano Liam Adcock (8,15). Nelle gare non-Diamond, ben quattro primati del meeting in serie nel giavellotto donne per la greca oro europeo 2022 Elina Tzengko (64,75, terza prestazione mondiale stagionale) e successo del triplista giamaicano Jordan Scott con 17,29 davanti al vicecampione del mondo indoor Zhu Yaming (17,03). Tra una settimana (sabato 3 maggio) si resta in Cina, a Keqiao, per la seconda tappa del circuito.

Boston, vincono Korir e Lokedi

La seconda 42 km del circuito World Marathon Majors del 2025 è vinta da John Korir in 2h04:45 e da Sharon Lokedi che abbatte il record della corsa in 2h17:22. Seconda Hellen Obiri, sconfitta a un passo dal tris consecutivo.

Nella 129esima edizione della maratona di Boston si torna a un duplice successo keniano, a due anni di distanza dalla doppietta di Evans Chebet e Hellen Obiri. E' John Korir, già vincitore della maratona di Chicago e quarto a Boston un anno fa, a involarsi in solitaria sul traguardo nella 42 km maschile dopo aver lasciato alle spalle gli avversari al 32esimo chilometro, per chiudere in 2h04:45, il terzo miglior risultato cronometrico nella storia della Boston Marathon, dopo il 2h03:02 di Geoffrey Mutai e il 2h03:06 di Moses Mosop dell'edizione 2011. Giunto all'ultimo chilometro con un margine di quasi un minuto sugli inseguitori, con il successo ormai certo Korir ha gestito il vantaggio riducendolo a quasi venti secondi. Un finale davvero avvincente per conquistare la seconda piazza, andata al tanzaniano Alphonce Simbu, terzo ai mondiali di Londra 2018, 2h05:02 come il terzo, l'altro keniano Cyprian Kimurgor Kotut , secondo classificato nell'ultima maratona di Berlino. 

Cinque uomini sotto le 2h06, con quarto posto per il primatista statunitense di mezza maratona Conner Mantz, che ha ceduto solo negli ultimi cinquanta metri chiudendo in 2h05:08, secondo crono di sempre per un maratoneta USA dopo il 2h04:58 di Ryan Hall (ancora edizione 2011), considerando tuttavia la non omologabilità delle prestazioni di Boston in ragione del declivio e del tracciato che si dipana per una lunghezza non consentita dai regolamenti internazionali. Quinto, con un ottimo quinto posto, l'etiope due volte iridato dei 5000 metri Muktar Edris. Nella top ten all'arrivo ben tre statunitensi: oltre a Mantz, settimo Clayton Young (preceduto dal sorprendente canadese Rory Linkletter) e decimo il debuttante Ryan Ford. Ritirato il vincitore uscente, l'etiope Sisay Lemma, staccato dopo il 25esimo chilometro. Per John Korir un successo che richiama le radici: suo fratello maggiore Wesley Korir vince la Boston Marathon nel 2012. 

LOKEDI, NON OBIRI. Dopo due successi consecutivi nel 2023 e nel 2024, il bronzo olimpico di Parigi Hellen Obiri cede lo scettro della 42 km del Massachusetts alla connazionale Sharon Lokedi, a sua volta quarta nella maratona olimpica, già vincitrice della maratona di New York all'esordio sulla distanza nel 2022, lo scorso anno giunta a otto secondi dalla Obiri. Rimaste in cinque a giocarsi il successo già a metà gara (1h08:46 il passaggio), il gruppo leader ha perso la keniana Irine Cheptai al 29esimo chilometro e l'etiope Amane Beriso al 34esimo. Per Obiri, Lokedi e l'etiope Yalemzerf Yehualaw una sfida a tre, con l'etiope fuori gioco per il successo a un chilometro dal traguardo. Negli ultimi 600 metri l'iniziativa decisiva della Lokedi, cui la Obiri non ha avuto energie per opporsi. 

Il risultato cronometrico è da record per la maratona di Boston: la Lokedi frantuma di due minuti e mezzo il primato della corsa detenuto dal 2014 dall'etiope Buzunesh Deba (2h19:59), chiudendo in 2h17:22, trascinando largamente anche la Obiri (2h17:41) e la Yehualaw (2h18:06) sotto il record precedente. Quarta chiude la keniana Cheptai in 2h21:32, quinta l'etiope Beriso in 2h21:58. Sesta la miglior europea, la britannica Calli Hauger-Thackery (bronzo agli europei di Roma nella mezza maratona), che chiude in 2h22:38. Le statunitensi chiudono con due piazzamenti nella top ten, settima Jessica McClain-Tonn, ottava Annie Frisbie. La 45enne Edna Kiplagat, due volte vincitrice a Boston e terza un anno, fa, chiude 38esima. 

Nelle gare wheelchair, al maschile si replica l'esito della scorsa edizione, con ottavo successo per lo svizzero Marcel Hug e oltre quattro minuti sul classico avversario statunitense Daniel Romanchuk. Terzo l'olandese Jetze Plat. Nella 42 km donne torna al successo la statunitense Susannah Scaroni, che prende largamente il comando dopo metà gara e vince con oltre due minuti di margine sulla coppia elvetica Catherine DeBrunner e Manuela Schar. Il terzo appuntamento delle sette World Marathon Majors 2025 è per domenica 27aprile, con la maratona di Londra.

Europei strada: Battocletti sempre d’oro!

A Lovanio, in Belgio, l’argento olimpico domina nei 10 km con il record italiano (31:10): quarto titolo continentale in meno di un anno. Oro anche per la squadra delle azzurre
Vince ancora Nadia Battocletti. È un’altra gara trionfale per la fuoriclasse che conquista l’oro nei 10 chilometri agli Europei di corsa su strada a Lovanio, in Belgio, e trascina al successo anche la squadra azzurra. Un assolo entusiasmante, a ritmo di record italiano con il tempo di 31:10 sotto una leggera pioggia migliorando di nove secondi il suo primato dell’anno scorso, dopo l’attacco intorno al settimo chilometro che la rende imprendibile per le avversarie. L’argento olimpico dei 10.000 metri, 25 anni compiuti ieri, festeggia il quarto titolo europeo in poco più di dieci mesi e in tre superfici diverse: 5000 e 10.000 su pista a Roma, cross ad Antalya, adesso anche su strada. Cambia il terreno, ma il verdetto è sempre lo stesso e di nuovo, come nella campestre dello scorso dicembre, la trentina delle Fiamme Azzurre conduce all’oro il team italiano: il successo collettivo arriva anche per merito di Sofiia Yaremchuk, settima in 31:39, e Valentina Gemetto, nona in 31:44, entrambe al personale con tre azzurre nella top ten, poi 22esima Elisa Palmero (32:39), 28esima Federica Del Buono (32:46) e 29esima Gaia Colli (32:47). Per l’argento emerge la tedesca Eva Dieterich (31:25) e bronzo alla slovena Klara Lukan (31:26), ambedue in rimonta sulla portoghese Mariana Machado (31:30) che chiude quarta. Nel podio a squadre, seconda Germania e terza Francia.

ORO+ORO - Clima diverso rispetto alla mezza maratona di sabato, con una sottile pioggia a bagnare l’asfalto e circa 13 gradi. Partono prima gli uomini, mezzo minuto più tardi le donne e i partecipanti alla gara ‘open’. Nella prova femminile va subito davanti Nadia Battocletti, affiancata dalla slovena Klara Lukan. Dopo la salita, a metà gara con passaggio di 15:32 ai 5 chilometri, l’altra azzurra Sofiia Yaremchuk si riporta sulla coppia di testa ma ci sono anche la francese Mekdes Woldu, la svedese Sarah Lahti, la belga Jana Van Lent e la portoghese Mariana Machado. Si forma poi un quartetto al comando con le due azzurre insieme a Lukan e Lahti. Al settimo chilometro Nadia Battocletti decide che è il momento di attaccare: l’argento olimpico guadagna qualche secondo sulle tre inseguitrici, poi incrementa il distacco e si invola in solitaria. Oro individuale e anche a squadre con i risultati fondamentali di Sofiia Yaremchuk, primatista italiana di maratona e mezza, e di Valentina Gemetto, campionessa tricolore sulla distanza, che dopo il traguardo vive anche l’emozione della proposta di matrimonio del fidanzato Paolo Aimar.

UOMINI - Doppietta francese nei 10 chilometri al maschile con Yann Schrub (27:37) davanti a Etienne Daguinos (27:46), terzo il belga Isaac Kimeli (27:58). Il migliore degli azzurri è Eyob Faniel, nono con il tempo di 28:14, seguito dal diciassettesimo posto di Francesco Guerra (28:35), trentesimo Luca Alfieri (29:05), cinquantesimo Yassin Bouih (29:48), cinquantaduesimo il debuttante Badr Jaafari (29:53). La squadra italiana finisce ottava, mentre dietro all’oro della Francia le altre medaglie vanno a Spagna (argento) e Belgio (bronzo). Nelle classifiche per nazioni, in base ai migliori 25 tempi considerando anche la ‘mass race’, quarto posto dell’Italia tra gli uomini e anche tra le donne.

Maratona: Aouani campione d’Europa!

Italia al successo anche nei 42,195 chilometri a Lovanio (Belgio): l’azzurro vince in 2h09:05. Edizione trionfale con tre ori, un argento e due bronzi nel medagliere
Fantastica domenica per l’Italia agli Europei di corsa su strada. Oro azzurro anche nella maratona a Lovanio, in Belgio, con la vittoria di Iliass Aouani dopo una magnifica volata. È il gran giorno dell’ingegnere milanese, autore di una gara da protagonista, sempre nelle posizioni di testa prima dell’azione decisiva per chiudere in 2h09:05 battendo tre israeliani: Gashau Ayale (2h09:08), superato nel duello finale, poi il vicecampione mondiale Maru Teferi, bronzo in 2h09:17, e Haimro Alame, quarto in 2h09:27. Secondo italiano di sempre con 2h06:06 nello scorso dicembre a Valencia e già primatista nazionale (2h07:16 nel 2023 a Barcellona), il 29enne delle Fiamme Azzurre allenato a Ferrara da Massimo Magnani coglie il risultato più importante della carriera. Nella maratona maschile per l’Italia è il sesto oro europeo della storia, dopo quelli di Gelindo Bordin (1986 e 1990), Stefano Baldini (1998 e 2006) e Daniele Meucci (2014). Al femminile quinta Giovanna Epis in 2h29:14. Due spagnole ai primi due posti con Fatima Ouhaddou (2h27:14) che precede Majida Maayouf (2h27:41), bronzo all’israeliana Lonah Chemtai Salpeter (2h28:01) in volata sulla connazionale Maor Tiyouri (2h28:01). Per la prima volta il titolo viene assegnato in una rassegna dedicata che diventa ricchissima di medaglie azzurre: 6 in totale con tre ori (anche Nadia Battocletti e la squadra femminile nei 10 km), un argento e due bronzi (nella mezza maratona di sabato).

AOUANI: “CHE ORGOGLIO” - “Una gioia indescrivibile - esulta Iliass Aouani - e questa medaglia significa tanto per me. È la mia prima medaglia internazionale: averla vinta in questo modo, e del metallo più prezioso, è un’emozione che sarà sempre dentro di me per tutta la vita. L’anno scorso è stato molto difficile, con la delusione per aver mancato la convocazione olimpica, però mi ha dato la forza per dimostrare a me stesso di essere un atleta di livello mondiale. Sono molto orgoglioso di come ho corso oggi su un tracciato complicato, con tanto dislivello, che andava interpretato bene. Ho cercato di rimanere concentrato, tranquillo, il più possibile rilassato anche quando gli israeliani andavano via. Intorno al 37° chilometro ho provato un’azione, ma mi sono reso conto che avrei rischiato di fare la lepre, allora ho accettato l’idea che la gara si sarebbe risolta negli ultimi 500 metri ed è stata adrenalina pura”.

LA GARA - Si corre in linea, da Bruxelles a Lovanio, su un tracciato ondulato con una lieve pioggia. Tra gli uomini poco prima del 20° km allunga l’israeliano Bukayawe Malede (1h03:52 alla mezza) che viene ripreso e sorpassato una decina di chilometri più avanti. L’azzurro Iliass Aouani, con bandana nera a coprire il capo, viaggia nel gruppo che comprende anche il turco Ilham Tanui Ozbilen, gli israeliani Gashau Ayale, Haimro Alame e Yitayew Abuhay, in una sfida che diventa tattica e così Malede rientra sul drappello di testa. Dopo 30 km (1h30:55) al comando Aouani, Ozbilen e quattro atleti in maglia Israele: il vicecampione mondiale Maru Teferi, Alame, Ayale e Malede che poi perde di nuovo terreno. In cinque restano davanti: al forcing di Alame risponde Aouani, quindi Teferi si porta a condurre e l’azzurro sembra controllare con sicurezza (1h46:51 al 35° km). Mancano quattro chilometri, la gara si trasforma in una sfida di Aouani contro i tre israeliani Teferi, Ayale e Alame: 2h02:26 al 40° km con Ozbilen a 22 secondi. Nel finale Teferi entra in difficoltà, si stacca anche Alame quando il ritmo aumenta. A lanciare la volata è Ayale ma deve arrendersi al ritorno di Aouani che trionfa. Sul podio a squadre Israele, Belgio e Turchia.

DONNE - Nella maratona femminile, dopo l’azione della spagnola Majida Maayouf prima della mezza, si forma un quartetto di cui fanno parte anche l’israeliana Lonah Chemtai Salpeter, la belga Hanne Verbruggen e l’altra spagnola Fatima Ouhaddou. È al quinto posto Giovanna Epis, con quindici secondi di ritardo dopo 25 km che diventano ventotto al 30° chilometro. Nel finale l’azzurra perde provvisoriamente due posizioni, settima al 35° km dietro anche all’israeliana Maor Tiyouri e alla portoghese Solange Jesus, ma poi reagisce e si riprende la quinta piazza mentre cede la belga Verbruggen e si giocano l’oro le due iberiche. Spagna oro anche con il team davanti a Israele e Belgio. “Volevo una medaglia - spiega Giovanna Epis - dopo una stagione condizionata dalla microfrattura al bacino e non credevo di poter tornare a divertirmi, ma già oggi ci sono riuscita. È stata la mia maratona più dura, piena di strappi, da correre con la testa. Quinta come tre anni fa a Monaco, però sono contenta perché ci ho messo tutta me stessa”.
Jacob Kiplimo record sovrumano nella mezza a Barcellona!!!
BARCELLONA – Jacob Kiplimo ha fatto qualcosa che probabilmente fa il paio con il tempo incredibile di Ruth Chepnegetich.

Il tempo incredibile è quindi di 56’42”, qualcosa che esce da qualunque schema logico, qualcosa di imponderabile e fuori scala per un essere umano. Di più: Jacob avrebbe fatto anche il record del mondo sui 15 km di passaggio in 39.46. Cose dell’altro mondo. Per ora abbiamo questi parziali: 13.34 al 5°, un folle 26.46 al 10°, il citato 39.46, 53.09 al 20°, e il tempo finale di 56.42. Il precedente primato mondiale di Yomif Kejelcha è stato quindi abbattuto di 49 secondi (era 57.30).

Al secondo posto troviamo Geoffrey Kamworor con 58.44 (oltre 2 minuti presi da Kiplimo), quindi Samwel Mailu con 59.40 al terzo posto (3 minuti dal vincitore), e con 59.51 Yeman Crippa. Per Crippa passaggi in 14.01, 28.06, 42.28 e 56.52.

Nella gara femminile, vittoria per la keniana Joyciline Jepkosgei con 1.04.03, quindi Gladys Chepkurui con 1.06.25.

Record mondiale nei 5000 metri indoor per Grant FISCHER che con 12'44"09 migliora il vecchio record di Kenenisa BEKELE di 12'49"60 stabilito a Birmingham il 20 febbraio 2004.
Grant FISCHER migliora di 7"75 il suo personale di 12'51"84 corso l'anno scorso sulla stessa pista.
Grant FISCHER ha un personale all' aperto di 12'46"96 corso a Bruxelles il 02 settembre 2022.
Considerando indoor e outdoor Grant FISCHER si colloca all'11° posto all-time dietro 10 atleti Africani.
Nella stessa gara record Europeo indoor per il Francese Jimmy GRESSIER con 12'54"92.

Liévin: Battocletti record, Fabbri 21,95

L’argento olimpico con 8:30.82 toglie quasi 11 secondi al suo primato italiano dei 3000 indoor. Doppietta azzurra nel peso: Leo migliore al mondo quest’anno, Weir 21,72. Bruni a 4,65 nell’asta
Super serata per l’atletica azzurra a Liévin. È strepitosa Nadia Battocletti che firma il nuovo record italiano indoor dei 3000 metri in 8:30.82 superando ampiamente, di quasi undici secondi, il suo 8:41.72 stabilito sempre in Francia, a Val-de-Reuil, dopo tre anni meno un giorno: era il 14 febbraio del 2022. Entusiasmante la gara dell’argento olimpico nei 10.000 a Parigi, due volte d’oro agli Europei di Roma e campionessa continentale di cross, che aggiunge un’altra perla alla sua collezione. La trentina delle Fiamme Azzurre diventa l’ottava europea di ogni epoca nei 3000 indoor, a poco più di quattro secondi dal primato di 8:26.41 realizzato nel 2017 dalla britannica Laura Muir. Un crono nettamente migliore anche del record italiano all’aperto, 8:35.65 di Roberta Brunet datato 1997. Al traguardo la 24enne allenata dal papà-coach Giuliano è quarta, correndo a lungo da sola all’inseguimento, e riesce a chiudere forte: parziali di 2:50.81 al primo chilometro e 5:41.47 al secondo. Comanda il terzetto etiope con Freweyni Hailu, leader mondiale dell’anno in 8:19.98 e terza alltime, Gudaf Tsegay (8:25.12) e Birke Haylom (8:25.37), quinta l’olandese Maureen Koster (8:33.47). “Felice per questo risultato, mi sono sentita bene nella prima uscita stagionale indoor - commenta Nadia Battocletti - in una gara che ho voluto fare per interrompere la monotonia dell’inverno. Speravo in un lepraggio più lungo, ma c’è stato comunque il riferimento delle luci a bordo pista, e correre su questi ritmi da sola non è scontato. Se poi si considera che in questo periodo sono molto impegnata con lo studio, in vista dell’esame di tecnica delle costruzioni che a metà marzo sarà il penultimo prima della laurea, allora direi che sono decisamente soddisfatta”.

FABBRI-WEIR SHOW - Splendida doppietta nel peso: Leonardo Fabbri vince con la migliore prestazione mondiale dell’anno (21,95), Zane Weir è secondo con 21,72 davanti al bronzo olimpico Rajindra Campbell (21,34). Non era mai accaduto di due italiani ai primi due posti in una tappa Gold del World Indoor Tour: accade sulla pedana francese, e soprattutto con l’attesa reazione di Fabbri (Aeronautica) dopo le prime due uscite senza acuti. ll campione europeo, argento mondiale e bronzo iridato indoor allunga di oltre un metro rispetto a Ostrava e Lodz, e scalza il neozelandese Jacko Gill (21,85) dalla vetta mondiale del 2025. Il miglior lancio, quello che sfiora i ventidue metri, arriva all’ultimo turno di una serie piuttosto solida: dopo un primo nullo, Leo infila 21,67, 21,78, 21,25 e 21,56 e può sorridere pensando agli appuntamenti internazionali indoor di marzo, gli Europei di Apeldoorn (6-9) e i Mondiali di Nanchino (21-23). “Mi son sentito bene - esulta al microfono, intervistato dagli speaker ufficiali - fin qui avevo fatto pessime gare, mi serviva un’emozione come questa e sentire la felicità di lanciare. A Parigi (Olimpiadi, ndr) è stata la peggiore gara della mia vita e volevo tornare in Francia per fare bella figura, come è stato oggi. Sono felice e orgoglioso di me”, conclude Fabbri che tornerà in pedana domenica a Torun, in Polonia, e poi il weekend successivo agli Assoluti indoor di Ancona. Piace anche Zane Weir (Fiamme Gialle) che a sua volta con 21,72 migliora il 21,39 di Ostrava e dimostra una condizione in crescita. Con 20,21 è ottavo Nick Ponzio (Athletic Club 96 Alperia).

Lievin: fantastico Ingebrigtsen, abbatte il record mondiale del miglio e pure i 1500 di passaggio!

È il momento della star della manifestazione: Jakob Ingebrigtsen, a caccia di un tempo di rilievo sulla distanza classica del miglio, magari vicina al record mondiale di Yared Nuguse (3:46.63) datato appena cinque giorni or sono.

E che il norvegese sia determinatissimo a raggiungere l’obiettivo lo si vede fina dai primi metri: 56.39 ai 400 e 1.52.55 agli 800. Poi un flessione? Macché. Jakob è scientifico: passa i 1000 in 2’20 e i 1500 in un sontuoso sub-3’30! E non è un tempo qualunque il suo 3.29.63, perché abbassa di passaggio il primato dello stesso norvegese (3:30.60 fatto nel 2022).

A quel punto è praticamente fatta, e non di poco: il crono finale è 3.45.14 con più di sette secondi di margine sull’olandese Nillessen. Chiaramente la gara era apparecchiata con lepri e tutto e gli africani elite se ne sono tenuti distanti, ma davvero sarebbe stati in grado di insidiare l’Ingebrigtsen di stasera? Ne dubitiamo!

Lievin ’25 il meeting indoor “più performante” della storia!
Da quando sono noti i ranking dei meeting internazionali, curiosiamo sullo spessore tecnico degli stessi attraverso quello che risulta essere uno strumento immediato e sufficientemente coerente con la realtà fattuale, appunto il ranking dei meeting che è un’idea originata dai creativi della vecchia “all-athletics”, il sito di statistiche nativo di tutti i ranking attuali di World Athletivs (cui noi siamo abbonati ab urbe condita). Inciso: peccato che da quel database non siano migrate anche le classifiche per Nazione, perché avrebbe consentito di “pesare” le singole federazioni in un’unica classifica.

Detto questo, quello che si è visto ieri sera a Lievin è stato qualcosa di (“quasi” unico), certificato dal predetto ranking: mai, nella storia, un meeting internazionale aveva infatti totalizzato così tanti punti come quello del 2025 di Lievin (ma citeremo un altro meeting con dati ancor più impressionanti nonostante sia alle spalle di Lievin).

47.865 punti, un punteggio mostruoso (credetemi sulla parola, ma darò anche qualche dato), in un meeting che ha visto 2 record del mondo (Jakob Ingebrigtsen su miglio e 1500 di passaggio, primo uomo sotto i 3’30” al coperto sui 1500), e 2 junior (Biniam Mehary sui 3000 indoor U20 con 7.29.99 e Birke Hailom sui 3000 femminili U20 con 8.25.37). In tutto questo, aggiungiamoci 10 WL: Jakob Ingebrigtsen su 1500 e miglio, Grant Holloway nei 60hs, Leonardo Fabbri nel peso, Lieke Klaver nei 400, Diribe Welteji nei 1500, Freweyni Hailu nei 3000, Ackera Nugent sui 60hs, Leyanis Perez nel triplo e Katie Moon nell’asta.

Il punteggio totale, a differenza della gara outdoor, si costruisce con i punti dello scoring table di WA solo dei primi 3 piazzati (contro i primi 5 all’aperto) di 10 eventi anziché 12 con la somma dei 6 migliori punteggi non entrati tra quelli di cui prima, per un totale di 36 punteggi contro i 72 delle gare all’aperto. I punteggi di partecipazione e i bonus sono invece invariati.

Quindi, 47.865 punti. Dobbiamo comunque citare i Millrose Games di New York di quest’anno, che almeno quanto a punteggio “netto” legato solo alle prestazioni (quindi senza bonus e punteggi a partecipazione) è stato superiore a Lievin. Sotto trovate la tabella con i migliori punteggi di sempre, tenendo conto che gli unici eventi con punteggi superiori al meeting di Lievin di ieri sera, sono i Campionati Mondiali e in qualche caso Europei.

PSN PUNTEGGIO EVENTO SCORING POINT BONUS
1 47861 LIEVIN '25 44376 3485
2 47520 LIEVIN '23 43890 3630
3 47424 LIEVIN '21 43759 3665
4 47362 LIEVIN '24 44227 3135
5 47287 LIEVIN '22 44658 3335
6 46915 NEW YORK '25 44685 2230
7 46596 LIEVIN '20 43401 3195
8 46576 BIRMINGHAM '14 43156 3420
9 46549 NEW YORK '24 44244 2305
10 46297 BOSTON '24 43972 2325
11 46196 BIRMINGHAM '10 42921 3275
12 46130 NEW YORK '23 43890 2240
13 46115 LIEVIN '01 43195 2920
14 46039 BIRMINGHAM '12 43554 2485

 
Xiamen, prima maratona-record del 2025
Dopo dieci anni cadono entrambi i primati della 42 km cinese. Aregawi e Chebet ancora protagonisti in Spagna.
La prima tra le maratone di alto rango dell'anno nuovo ha festeggiato il doppio primato della corsa grazie alle prestazioni dei due migliori iscritti. Dopo un decennio, il 2h06:19 del keniano Moses Mosop e il 2h19:52 della etiope mare Dibaba (quinta nell'edizione odierna, in 2h27:49), sono stati eclissati dai crono dei vincitori di ieri, la coppia etiope formata da Dawit Wolde, primo in 2h06:06, e dalla connazionale Ruti Aga, 2h18:46 con quattro minuti e mezzo di margine sull'altra etiope Guteni Shone Imana (2h23:11). Terza, a completare il podio femminile, un'altra etiope, Fikrte Wereta, in 2h23:15, poi la keniana Mercy Kwambai (2h23:58, due minuti di progresso sul primato personale). Sotto il record della corsa maschile è sceso anche il secondo classificato, il 28enne Tebello Ramakongoana (2h06:18), specialista del Lesotho già quarto ai mondiali di Budapest e settimo nella 42 km olimpica di Parigi, che ha centrato il terzo record nazionale consecutivo nelle ultime tre maratone disputate. Tra i piazzati, ricordiamo gli etiopi Boki Kebede, terzo in 2h06:32 e Chalu Deso, quarto in 2h06:45.
A HONG KONG. Prima mezza maratona dell'anno di respiro internazionale, la Hong Kong-Zhuhai-Macao Bridge Half Marathon disputata ieri con più che discreti riscontri femminili, senza particolari squilli, invece, al maschile. Nella classifica donne vince la keniana Grace Loibach Nawowuna, alla seconda esperienza e al secondo successo sulla distanza, in 1h07:56, davanti ad avversarie di peso e maggior esperienza come le connazionali Sheila Chelangat (1h08:06), Viola Chepngeno (1h08:09) e Gladys Chepkurui (1h08:23) e all'etiope già oro iridato di mezza maratona Gotytom Gebreslase, quinta in 1h08:54. Tra gli uomini, vince il n. 1 dell'ultima maratona di Berlino, l'etiope Milkesa Mengesha, in 1h01:27 davanti al keniano Patrick Mosin Kabirech (1h01:30) e a un altro partecipante della Berlin Marathon 2025, Haftu Telku, terzo in 1h02:54. Quasi copia del crono di Mengesha, quello del keniano Jonathan Korir in Marocco (quasi omonimo del vincitore della maratona di Chicago), primo nella mezza maratona di Tamesna in1h01.30
AREGAWI E CHEBET. Ancora loro, la coppia protagonista delle corse spagnole di San Silvestro. L'etiope due volte argento iridato di cross Berihu Aregawi, fresco di successo contro l'ugandese Jacob Kiplimo nella 10 km di Madrid, si è imposto oggi nel cross di Elgoibar (9,70 km coperti in 29:36) in volata contro uno dei migliori specialisti in circolazione, il burundese Rodrigue Kwizera. La coppia ha preceduto di una ventina di secondi l'etiope Samuel Firewu, terzo.
A Elgoibar, nel cross femminile, dominio incontrastato della keniana Beatrice Chebet (7,62 km in 25:49), doppio oro olimpico su 5000 e 10.000 metri, tre volte iridata di cross, primatista del mondo dei 10.000 e dei 5 km su strada (a Barcellona l'ultimo dell'anno), oggi avanti di circa 45" al traguardo su due big quali l'etiope Melknat Wudu (vent'anno compiuti venerdì scorso) e la burundese Francine Niyomukunzi. Primi europei in classifica, gli spagnoli Adel Mechaal e Carolina Robes, entrambi quarti.
LE ALTRE CORSE. Nella 10 km di Nizza vincono i francesi Azeddine Habz (27:44) e Sarah Madeleine (31:15). Per Habz ampio record personale e altrettanto ampio record della corsa, fino a ieri 28:37. Per la Madeleine, invece, primato nazionale eguagliato a sei stagioni dal 31:15 di Liv Westphal, oro europeo U23 dei 5000 metri nel 2019, ritiratasi dall'attività ormai da tre anni e mezzo. Campionati portoghesi dei 10 km su strada a Figueira da Foz: titoli a Isaac Nader in 28:01 (primato nazionale, ma preeduto all'arrivo dal keniano Charles Rotich in 27:55) e Mariana Machado (32:12).
IL RIENTRO DI WIGHTMAN. Il campione del mondo dei 1500 metri a Eugene 2022, lo scozzese Jake Wightman, è tornato a gareggiare a sette mesi dall'ultima apparizione, quando vinse i 1500 metri nel meeting di New York all'Icahn Stadium, prima di infortunarsi e dover rinunciare alle Olimpiadi. Wightman ha vinto a Glasgow il titolo nazionale dei 3000 metri in 7:44.94. Sempre in area britannica, exploit del 15enne sprinter Divine Iheme a Londra, nell'impianto di Lee Valley. Con 6.72 in batteria e 6.71 in finale (quarto), ha migliorato due volte la miglior prestazione mondiale per età, detenuta da ventidue anni dallo statunitense J-Mee Samuels (6.74). Il vincitore John Otugade si è imposto in 6.60. Sempre in area sprint, apertura di stagione per la lussemburghese Patrizia van der Weken in 7.19. La primatista francese dei 1500 metri Agathe Guillemot ha esordito a Rennes migliorandosi sugli 800 metri in 2:02.09.
LESCAY PER APELDOORN?. I media spagnoli riportano che nel giorno di San Silvestro il lunghista cubano Lester Lescay, 8,35 nel 2024, ha ottenuto la cittadinanza spagnola, e potrebbe essere elegibile per rappresentare la Spagna già ai campionati europei indoor di Apeldoorn, in Olanda (dal 6 al 9 marzo). Nell'agenda di Lescay, l'esordio il prossimo 25 gennaio nella prima tappa del World Athletics Indoor Tour a Astana, in Kazakistan.
Battocletti: la BOclassic è ancora sua
L’argento olimpico fa il bis nei 5 km di San Silvestro sulle strade di Bolzano. Tra gli uomini secondo Yeman Crippa per il terzo anno di fila, l’etiope Bekele al record della gara nell’edizione numero 50
È sempre festa per Nadia Battocletti, anche nell’ultimo giorno dell’anno. La fuoriclasse azzurra trionfa per la seconda volta consecutiva alla BOclassic Alto Adige, la tradizionale gara di San Silvestro sulle strade di Bolzano arrivata all’edizione numero 50, con un’altra dimostrazione di classe. Brinda ancora la regina del mezzofondo, acclamata dal pubblico nel centro cittadino, e chiude nel migliore dei modi il suo magnifico 2024. Se dalla vittoria di dodici mesi fa aveva preso lo slancio per una stagione formidabile, adesso è una conferma dopo le gioie dell’argento olimpico nei 10.000 e dell’esaltante serie di titoli europei tra pista e cross. Applausi a scena aperta per la trentina delle Fiamme Azzurre che corre con sicurezza, al comando fin dall’inizio a tirare il gruppo, prima di cambiare passo in volata con il tempo di 15:31 nei 5 chilometri staccando l’etiope Aleshign Baweke, iridata under 20 dei 3000 metri, alle sue spalle in 15:35. Più distante la turca Yasemin Can, bronzo ai recenti Europei di cross dominati da ‘StraordiNadia’, terza con 16:05 tallonata da Federica Del Buono (Carabinieri) che coglie il quarto posto in 16:07 davanti a Micol Majori (Pro Sesto Atl. Cernusco, 16:11), Elisa Palmero (Esercito, 16:12) e Valentina Gemetto (Dk Runners Milano, 16:18) in un pomeriggio di cielo sereno e con qualche grado sopra lo zero. “Molto soddisfatta della gara e della prestazione - commenta Nadia Battocletti - anche se mi sarei aspettata temperature leggermente più alte. Dedico questo successo ai miei genitori, che non mi fanno mancare nulla. La vittoria dell’anno scorso mi aveva dato tanta fiducia per la stagione, anche oggi volevo divertire questo splendido pubblico e spero di avere da qui tanta spinta per il 2025”.
Tra gli uomini si piazza secondo Yeman Crippa per il terzo anno consecutivo. L’azzurro ci prova, lotta fino alla fine e taglia il traguardo in 28:01 nei 10 chilometri dietro all’etiope Telahun Haile Bekele, autore del record della gara in 27:59 migliorando il 28:00 stabilito dodici mesi fa dal keniano Sabastian Sawe. È combattivo il portacolori delle Fiamme Oro, sulla scia dell’entusiasmo per l’argento continentale di campestre, e va in testa dopo cinque degli otto giri. Poi l’attacco decisivo di Bekele nella penultima tornata, con il campione europeo di mezza maratona che perde qualche metro anche rispetto al keniano Charles Rotich. Ma il trentino reagisce nel finale, riconquista il secondo posto, si avvicina e recupera terreno anche se non abbastanza per vincere: “Avrei volentieri regalato un successo agli spettatori - le parole di Crippa - che mi hanno incitato a gran voce dal primo all’ultimo metro, però anche stavolta c’è stato qualcuno più forte di me e non ho nulla da rimproverarmi. Ho dato tutto e sono molto contento di chiudere l’anno così”. Sul terzo gradino del podio Rotich in 28:08, quarto il sudafricano Maxime Chaumeton (28:27) a precedere l’ugandese Oscar Chelimo (Atl. Casone Noceto, 28:43). Nella top ten l’argento europeo della mezza Pietro Riva (Fiamme Oro), ottavo con 28:51, e il campione italiano Francesco Guerra (Carabinieri), decimo in 29:13.
Chebet, l'ultimo record del 2024
La keniana doppio oro olimpico è la prima donna a scendere sotto i 14 minuti nei 5 km sulle strade di Barcellona. Aregawi batte Kiplimo a Madrid. I risultati delle corse di San Silvestro dal mondo.
Il 2024 si chiude con un altro limite delle corse su strada ad essere abbattuto, l'ennesimo di una stagione in cui, a livello femminile, sono stati migliorati tutti i primati (o migliori prestazioni) dai 5 km fino alla maratona, tranne che per la mezza maratona. A finire in bellezza è stata Beatrice Chebet, oro olimpico a Parigi dei 5000 e anche sui 10.000 nel leggendario finish in cui ha preceduto l'azzurra Nadia Battocletti. Già prima donna a scendere sotto i 29 minuti sui 10.000 metri in pista (28:54.14 a Eugene), la keniana nel pomeriggio di San Silvestro ha vinto la Cursa dels Nassos sulle strade di Barcellona in un incredibile 13:54, primo score cronometrico sotto i 14 minuti sulla distanza, sia su strada che in pista. La Chebet ha migliorato il record di 14:13, da lei stabilito nell'edizione precedente, poi eguagliato il 14 gennaio scorso a Valencia dalla connazionale Agnes Jebet Ngetich (in gara mista) nella gara che le ha dato il record del mondo sulla distanza dei 10 km. Questi i passaggi che hanno portato al record: 2:46 al primo chilometro, 5:35 al secondo, 8:24 al terzo, 11:08 al quarto, per un chilometro conclusivo percorso in 2:46.
EISA MIGLIOR PRESTAZIONE U20, JAAFARI QUINTO. Seconda, nella stessa gara, l'etiope Medina Eisa in 14:23 ed è l'ennesima miglior prestazione mondiale U20 per l'atleta che già deteneva il limite con il 14:38 ottenuto a Herzogenaurach lo scorso 27 aprile (in totale sei primati U20 sulla distanza per la Eisa, che compie i vent'anni dopodomani). Terza l'ugandese Belinda Chemutai, in 14:36. Nella corsa maschile successo in 13:28 del vincitore della Cinque Mulini, il keniano Mathew Kipruto Kipkoech. Quinto il 26enne Badr Jaafari (Atl. Casone Noceto) in 13:41, primato personale sulla distanza.
AREGAWI VINCE A MADRID. Nell'altra super-classica spagnola di fine anno, la San Silvestre Vallecana di 10 km a Madrid (60esima edizione), l'etiope argento olimpico dei 10.000 metri e vincitore della scorsa edizione Berihu Aregawi si è imposto in 26:32 sull'altro favorito, l'ugandese Jacob Kiplimo (a sua volta bronzo olimpico a Tokyo nei 10.000 metri), secondo in 26:33. Com'è noto, le prestazioni della gara non sono omologabili per i primati su strada, per il declivio del percorso, prossimo ai 150 metri. Terzo, a oltre un minuto, lo spagnolo Adel Mechaal. Nella 10 km donne sorpresa per il successo della spagnola Marta Garcia in 31:19 ai danni della strafavorita primatista del mondo di maratona Ruth Chepngetich (31:32), che ha preceduto di soli due secondi l'altra spagnola Agueda Marques.
LE ALTRE CORSE DI FINE ANNO NEL MONDO. Africani sconfitti a Peuerbach (Austria) con doppietta tedesca: Florian Bremm supera in volata il keniano 20enne Reynold Cheruiyot e Elena Burkard fa lo stesso con tre metri di vantaggio sull'etiope Axumawit Embaye. A Treviri, in Germania (5 km), vince l'olandese Mike Foppen in 13:42 mentre la ruandese Emeline Imanizabayo fa sua la corsa femminile in 15:23. Infine, la classica São Silvestre de Sao Paulo (15 km), giunta alla 99esima edizione, con primi posti per la coppia dei favoriti, i keniani Wilson Kiprono Too (44:21) e Agnes Keino (51:25).
Chiappinelli record a Valencia: 2h05:24
L’azzurro supera nettamente il primato italiano di maratona: gara in rimonta su Aouani, al personale di 2h06:06, e miglior debutto azzurro di sempre per Riva con 2h07:37
Cade ancora il record italiano di maratona in questa stagione. Il protagonista stavolta è Yohanes Chiappinelli con il fantastico crono di 2h05:24 a Valencia togliendo 42 secondi al tempo di 2h06:06 ottenuto in febbraio da Yeman Crippa a Siviglia, sempre in Spagna. Una corsa in rimonta per il portacolori dei Carabinieri, medaglia d’oro a squadre nella mezza maratona agli Europei di Roma 2024, autore di uno splendido finale con cui riscrive il primato e demolisce il personale di 2h09:46 realizzato l’anno scorso. All’arrivo è tredicesimo nella gara vinta dal keniano Sabastian Sawe (2h02:05, quinto alltime al debutto), campione mondiale della mezza. Nel tratto conclusivo, quando mancano un paio di chilometri al traguardo, il 27enne toscano riesce a superare Iliass Aouani (Fiamme Azzurre), a lungo in lotta per il record, che chiude quindicesimo in 2h06:06 e pareggia la seconda prestazione italiana di ogni epoca. In evidenza anche Pietro Riva (Fiamme Oro) con il miglior esordio di sempre per un azzurro sui 42,195 chilometri, in 2h07:37 al 23esimo posto. Tra le donne prima maratona in carriera della 23enne Sara Nestola (Calcestruzzi Corradini Excelsior Rubiera) con un promettente 2h29:12, ventiduesima, mentre il successo è dell’etiope Megertu Alemu (2h16:49) in condizioni meteo ideali, con 12 gradi di temperatura e più di 36mila partecipanti al via.

CHE PROGRESSI - È un periodo di grande fermento per la maratona, anche in Italia. Ed è il giorno della consacrazione per Chiappinelli con una condotta equilibrata: ritmo veloce in avvio ma senza esagerare, per un passaggio a metà gara in 1h02:49 prima di scatenarsi nel finale. Nessun italiano era mai sceso sotto le due ore e sei minuti, un muro abbattuto nettamente dal senese. Proprio a Valencia cinque settimane fa, pochi giorni prima dell’alluvione che ha colpito la città spagnola, l’atleta allenato da Giuseppe Giambrone al Tuscany Camp aveva sfiorato il personale sulla mezza maratona con 1h00:50 nonostante una flessione negli ultimi chilometri, in un test comunque incoraggiante. Talento giovanile su pista, nei 3000 siepi, con due titoli continentali (U20 nel 2015 e U23 nel 2017) e il bronzo nel 2018 agli Europei di Berlino, ha quindi scelto di dedicarsi alle distanze più lunghe su strada: il primato nazionale di 27:50 sui 10 km nel 2022 (poi migliorato quest’anno da Yeman Crippa), il buon debutto della passata stagione alla maratona di Siviglia in 2h09:46 e la top ten (decimo) ai Mondiali di Budapest. Nella sua quarta esperienza sui 42,195 chilometri, se si considera anche il ritiro di questa primavera ad Amburgo in cui ha tentato di guadagnarsi la convocazione olimpica senza successo, e dopo essersi piazzato decimo a livello individuale nella mezza agli Europei di Roma, adesso festeggia un risultato storico. Per il secondo anno consecutivo c’è un primato italiano a Valencia, dopo quello femminile di Sofiia Yaremchuk (2h23:16) nell’edizione 2023.

“IL LAVORO PAGA” - “Per me è una grandissima gioia - le parole di Yohanes Chiappinelli - e la sognavo da tanto tempo. Finalmente mi sento ripagato di tutto il lavoro, oltre che della pazienza che ho avuto. Dopo la delusione per non aver partecipato ai Giochi, mi sono messo sotto con gli allenamenti e durante l’estate ho intrapreso la preparazione per questa gara. Ora posso dire di essere un maratoneta! Sono consapevole che i record sono fatti per essere battuti, l’ho tolto al mio amico Yeman Crippa che punterà a riprenderselo in futuro ma non è l’unico che potrebbe riuscirci perché c’è un bel movimento azzurro, come abbiamo osservato qui. E davvero contento per aver chiuso molto bene negli ultimi chilometri, senza problemi”. In una maratona come sempre molto rapida, il punto di riferimento era Iliass Aouani: “Si merita i complimenti per come ha corso, in caccia del record. L’ho visto di fronte a me al 38° chilometro - racconta ‘Yoghi’ - poi l’ho raggiunto al rifornimento del 40° e sorpassato. Mi ero presentato con diversi livelli di obiettivi, li ho centrati tutti: da correre in 2h07:30 al minimo iridato di 2h06:30, dal record italiano a un crono inferiore a 2h06. Questo risultato è di tutto lo staff che mi ha aiutato a costruirlo, io ci ho messo la ciliegina dopo una media di 190 chilometri alla settimana. È il momento di brillare anche per me e voglio godermelo, ma penso già ai prossimi impegni: nel 2025 ci sono i Mondiali di Tokyo a settembre e per la maratona anche gli Europei di aprile in Belgio”.

AZZURRI IN LUCE - Ricomincia dal personale migliorato di oltre un minuto Iliass Aouani dopo una prova coraggiosa, stringendo i denti nell’ultima parte: l’ex primatista nazionale, tornato di recente a farsi seguire da Massimo Magnani, cambia passo rispetto al 2h07:16 della scorsa stagione a Barcellona: “Gara molto positiva per 35 km con l’ambizione di un tempo anche inferiore a 2h05 - commenta il milanese - ma nei quattro chilometri finali ho accusato una crisi significativa, soffrendo i crampi, e ho cercato di tenere duro”. Al battesimo in maratona Pietro Riva è già il settimo italiano della storia con il debutto più veloce: meglio di Aouani che nel 2022 aveva iniziato a Milano in 2h08:34. Notevole il ‘negative split’ del piemontese, argento europeo della mezza, in crescendo nella seconda parte dopo il passaggio intermedio di 1h04:22. Il suo coach, l’olimpionico Stefano Baldini, può essere soddisfatto anche per Sara Nestola, capace di correre subito in meno di due ore e mezza: “Felice per le belle sensazioni, il mio punto di forza è stata la regolarità e mi sono divertita”. La giovane emiliana firma a sua volta il miglior esordio di sempre di un’italiana, pareggiando Sofiia Yaremchuk (2h29:12 a Venezia nel 2021). Nella gara maschile, 62esimo Ademe Cuneo (Atl. Casone Noceto) al debutto in 2h14:42.

I PASSAGGI DI YOHANES CHIAPPINELLI 14:59 (5 km) | 29:51 (10 km) | 44:44 (15 km) | 59:35 (20 km) | 1h02:49 (mezza) | 1h14:35 (25 km) | 1h29:33 (30 km) | 1h44:34 (35 km) | 1h59:02 (40 km) | 2h05:24 (finale)

I PASSAGGI DI ILIASS AOUANI 14:47 (5 km) | 29:31 (10 km) | 44:16 (15 km) | 58:58 (20 km) | 1h02:12 (mezza) | 1h13:45 (25 km) | 1h28:43 (30 km) | 1h43:46 (35 km) | 1h58:56 (40 km) | 2h06:06 (finale)

I PASSAGGI DI PIETRO RIVA 15:20 (5 km) | 30:38 (10 km) | 45:54 (15 km) | 1h01:01 (20 km) | 1h04:22 (mezza) | 1h16:21 (25 km) | 1h31:16 (30 km) | 1h46:14 (35 km) | 2h01:03 (40 km) | 2h07:37 (finale)

Lista italiana alltime maratona maschile
2h05:24 Yohanes Chiappinelli, Valencia 1° dicembre 2024
2h06:06 Yeman Crippa, Siviglia 18 febbraio 2024
2h06:06 Iliass Aouani, Valencia 1° dicembre 2024
2h07:09 Eyob Faniel, Siviglia 18 febbraio 2024
2h07:22 Stefano Baldini, Londra 23 aprile 2006
2h07:35 Nekagenet Crippa, Valencia 3 dicembre 2023
2h07:37 Pietro Riva, Valencia 1° dicembre 2024
2h07:49 Daniele Meucci, Siviglia 18 febbraio 2024
2h07:52 Giacomo Leone, Otsu 4 marzo 2001
2h08:02 Alberico Di Cecco, Roma 13 marzo 2005

Cronologia recente record italiano maratona maschile
2h29:30.2 Edoardo Righi (Assi Giglio Rosso Firenze) Treviso 22 giugno 1958
2h26:52 Edoardo Righi (Assi Giglio Rosso Firenze) Stoccolma 24 agosto 1958
2h24:09 Antonio Ambu (Pro Sesto Atletica) Lecce 28 ottobre 1962
2h22:24.2 Antonio Ambu (Lilion Snia Varedo) Catania 4 novembre 1966
2h18:04 Antonio Ambu (Lilion Snia Varedo) Boston 19 aprile 1967
2h17:21.2 Antonio Brutti (Carabinieri) Bruxelles 11 giugno 1972
2h15:41.8 Giuseppe Cindolo (Alco Rieti) Cassinetta 25 aprile 1974
2h11:45 Giuseppe Cindolo (Alco Rieti) Fukuoka 7 dicembre 1975
2h11:19 Gianni Poli (San Rocchino Brescia) Fukuoka 6 dicembre 1981
2h11:05 Gianni Poli (San Rocchino Brescia) Helsinki 14 agosto 1983
2h11:05 Gianni Poli (Brescialeasing) Milano 28 aprile 1984
2h10:23 Orlando Pizzolato (Cus Ferrara) Hiroshima 14 aprile 1985
2h09:57 Gianni Poli (Brescialeasing) Chicago 20 ottobre 1985
2h09:27 Gelindo Bordin (Paf Alitrans Verona) Boston 18 aprile 1988
2h08:19 Gelindo Bordin (Paf Verona) Boston 16 aprile 1990
2h07:57 Stefano Baldini (Corradini Rubiera) Londra 13 aprile 1997
2h07:52 Giacomo Leone (Fiamme Oro) Otsu 4 marzo 2001
2h07:29 Stefano Baldini (Corradini Rubiera) Londra 14 aprile 2002
2h07:22 Stefano Baldini (Corradini Rubiera) Londra 23 aprile 2006
2h07:19 Eyob Faniel (Fiamme Oro) Siviglia 23 febbraio 2020
2h07:16 Iliass Aouani (Fiamme Azzurre) Barcellona 19 marzo 2023
2h06:06 Yeman Crippa (Fiamme Oro) Siviglia 18 febbraio 2024
2h05:24 Yohanes Chiappinelli (Carabinieri) Valencia 1° dicembre 2024
 
Mondo: 10000 in Giappone, cross NCAA
A Tokyo ancora 10.000 metri con tempi di valore. I campionati NCAA di cross. Risultati dalle corse su strada nel mondo.
L'agenda internazionale in pista ripropone come ogni anno l'Hachioji Long Distance, che si disputa nell'area metropolitana di Tokyo. Anche quest'anno risultati di grande spessore, con otto serie di 10.000 metri maschili e ben trentaquattro atleti sotto i ventotto minuti (lo scorso anno riuscirono nell'impresa in trentotto). La parte del leone, sotto forma di densità, è a firma degli atleti keniani tesserati in Giappone, ma il miglior crono dell'edizione di ieri è arrivato dall'indiano Gulveer Singh, che in 27:14.88 ha tolto ben ventisette secondi al record nazionale realizzato alla fine dell'inverno scorso in California. La serie vinta da Singh, l'ottava della lunga giornata di gare, ha offerto le migliori prestazioni,in forza del 27:17.78 del keniano Samwel Chebolei Masai, dell'altro keniano Gilbert Kiprotich (27:19.35) e del miglior giapponese tra le otto serie, Mebuki Suzuki (27:20.33). In totale, ventidue giapponesi sotto i ventotto minuti, diciannove i keniani. E' fallito l'obiettivo degli specialisti di casa di centrare lo standard per i campionati del mondo 2025 (a Tokyo) o quanto meno di migliorare il primato nazionale, 27:09.80 di Kazuya Shiojiri risalente al dicembre dello scorso anno.

CROSS NCAA. Impresa di Graham Blanks, che bissa il successo di un anno fa a Charlottesville, imponendosi anche ieri a Madison. Il 22enne statunitense, nono ai Giochi di Parigi nei 5000 metri, precede anche quest'anno l'eritreo Habtom Samuel (secondo anche l'anno scorso, campione NCAA dei 10.000 in questa stagione) e il connazionale Dylan Schubert (un bel balzo in avanti dopo aver chiuso ventiquattresimo l'anno scorso). Nel campionato femminile (6 km di percorso) dominano le universitarie keniane, con successo di Doris Lemngole Cherop (prima negli NCAA estivi sui 3000 siepi, seconda un anno fa a Charlottesville) su Pamela Kosgei e Hilda Olemomoi, a sua volta vicecampionessa NCAA nei 10.000 metri.

PELLICORO. Chiude ventottesima Laura Pellicoro (Bracco Atletica), a trentasette secondi dalla prima, migliorando il piazzamento dell'edizione scorsa (quarantunesima), quasi eguagliando quello di due anni fa (venticinquesima), in una stagione in cui la brianzola, n gara come atleta individuale (il suo College, Portland, non ha avuto accesso alle finali NCAA), nonostante un infortunio, si è migliorata sugli 800 (2:01.06 a Nembro) e sui 1500 (4:08.03 a Joensuu), senza dimenticare il personale sui 3000 al coperto a fine dicembre 2023 (9:00.46 a Boston).

CROSS A CARHAIX E TILBURG.
Nel Festival du Cross-Country di Carhaix (World Athletics Cross-Country Tour Gold) protagonista Mathew Kipkoech Kipruto, bronzo iridato a Belgrado 2024, che vince nuovamente un cross internazionale dopo il successo di domenica scorsa a San Vittore Olona, stavolta davanti a Robert Kiprop Koech. Al femminile vince la 24enne ugandese Belinda Chemutai che precede di sette secondi la keniana Maurine Jepkoech. A Tilburg vince l'idolo di casa Niels Laros sul percorso di 10 km, prima la svedese Sarah Lahti su quello femminile di 8 km. Nel cross corto, successi di Robin Van Riel e Marissa Damink.

I CROSS NAZIONALI. Nel British Athletics Cross Challenge di Liverpool, il Trial per gli Europei di Cross dell'8 dicembre a Antalya ha visto il successo femminile di Kate Axford, terza due settimane fa nel cross gallese di Cardiff, che ha preceduto la gallese co-favorita Carri Hughes. Al maschile successo a sorpresa di Tomer Tarragano, al primo successo senior come la Axford nel tradizionale Cross Challenge a Sefton Park. Battuti personaggi di peso come Scott Beattie (terzo) e Rory Leonard (quinto). In Germania i campionati nazionali a Riesenbeck: vincono Hanna Klein (sesta nei 5000 metri agli Europei di Roma) davanti e Eva Dieterich (1h08:26 nella mezza maratona di Valencia a fine ottobre) e Domenika Mayer (2h23:50 in maratona quest'anno). Tra gli uomini vince il titolo Markus Görger (due cross in novembre, entrambi vinti) su Nick Jäger e il più noto Davor Aaron Bienenfeld.

MARATONE, MEZZE MARATONE, 10 KM. A La Rochelle vincono due kenini, Charles Muneria in 2h11:53 e Emily Chebet Kipchumba (quest'anno quarta a Rotterdam) in 2h27:55. Nella maratona keniana di Iten 2h28:57 di Valary Ayiabei, atleta ora 33enne che nel 2019 si impose a Francoforte sotto le 2h20 (quest'anno prima a Doha in 2h23:38). La tanzaniana Magdalena Shauri (2h18:41 l'anno scorso) ha vinto la maratona nella giornata inaugurale dei campionati militari africani a Abuja (Nigeria) in 2h36:29. A Belgrado il favorito serbo Elzan Bibic vince la mezza maratona in 1h02:49. Mezza di Philadelphia allo statunitense Ahmed Muhumed (1h03:15) e all'etiope Mebrat Gidey (1h10:44). A Dubai la Zayed Charity Run (10 e 5 km) con successo femminile sulla distanza più lunga di Eilish McColgan in 33:03, unica europea tra le prima diciotto al traguardo. Tra gli uomini vince in volata l'etiope Gemechu Dida (29:20,) sul connazionale Berehanu Wendemu Tsegu (29:21). Nella corsa di 5 km vince la non ancora 18enne Hawi Abera (specialista in pista nei 1500 metri) in 15:25.
 
Chepngetich record mondiale: 2h09:56
A Chicago la keniana demolisce di quasi due minuti il primato di maratona femminile e abbatte la barriera delle 2h10! John Korir vince la 42 km maschile in 2h02:43
L'impresa dell'anno? Forse sì, e non solo dell'anno. Da Chicago arriva per il secondo anno consecutivo il primato mondiale di maratona, l'anno scorso quello maschile del keniano Kelvin Kiptum (2h00:35), poi tragicamente scomparso in un incidente d'auto, e oggi quello, assolutamente stratosferico, della 30enne connazionale Ruth Chepngetich, campionessa del mondo a Doha nel 2019. Al terzo successo a Chicago, la Chepngetich ha stravinto violando per la prima volta nella storia sia la barriera delle 2h11 sia ancora quella ritenuta irraggiungibile delle 2h10, chiudendo la straordinaria cavalcata in 2h09:56, togliendo quasi due minuti al record dell'etiope Tigist Assefa, 2h11:53 a Berlino il 24 settembre dell'anno scorso.
In testa dal primo all'ultimo metro, la keniana ha iniziato a prendere vantaggio sostanziale dopo i primi dieci chilometri, accumulando sedici secondi di vantaggio a metà gara (1h04:16 alla mezza maratona!), via via aumentando il margine sulle avversarie e lottando da sola contro l'ipotesi del record, chiaramente nelle sue gambe con i passaggi-monstre rilevati ogni cinque chilometri. Con una seconda metà di 1h05:40 (!), il primato che era visibilmente già in tasca alla keniana è arrivato con un margine impossibile da immaginare. Questi i passaggi della gara-record: 15:00 (quinto chilometro), 30:14 (decimo), 45:32 (quindicesimo), 1h00:51 (ventesimo), 1h04:16 (mezza maratona), 1h16:17 (venticinquesimo, miglior prestazione di sempre), 1h31:49 (trentesimo, miglior prestazione di sempre), 1h47:32 (trentacinquesimo, miglior prestazione di sempre), chiusura ancora in spinta in 2h09:56. Dietro il primato della Chepngetich, sfilano con crono impressionanti anche l'etiope Sutume Asefa, leader mondiale 2024 fino a ieri, in 2h17:32, e la keniana Irine Cheptai (2h17:51). Miglior statunitense Susanna Sullivan, settima in 2h21:56.
KORIR TRIONFA. E' stato anche il giorno di John Korir, già terzo in una passata edizione, oggi vincitore con personal best portato da 2h05:01 a 2h02:44 (sesto di sempre) grazie a un'azione determinante imposta a circa sette miglia dal traguardo. Sul podio anche l'etiope Mohamed Heseydin Esa (2h04:49) e il keniano Amos Kipruto (2h04:50). Primo degli statunitensi C.J. Albertson, settimo in 2h08:17). Quinto, all'esordio sui 42 km, il keniano Daniel Ebenyo, in 2h06:04. Nelle gare wheelchair tripudio svizzero, con record della corsa per Catherine Debrunner (1h46:12), quinto successo a Chicago per Marcel Hug (1h25:54) dopo un finale sulla corda per la vicinanza dello statunitense Daniel Romanchuk (1h25:58) e del giapponese Tomoki Suzuki (1h26:05).
Copenaghen Half Marathon
A poche ore dal successo sui 1.500m delle finali di Diamond League, Jakob Ingebrigtsen decide di correre la sua prima mezza maratona!
La notizia, a suo modo clamorosa, era nell'aria, ma ora arriva l'ufficialità: Jakob Ingebrigtsen sarà al via della velocissima Copenaghen Half Marathon in programma nella mattinata di domenica 15 settembre.
Sarà l'esordio del norvegese sui 21.097km a meno di 48 ore di distanza dalla vittoria sui 1.500m nella finale della Diamond League di Bruxelles.
“Non vedo l’ora di mettermi alla prova nella mezza maratona per la prima volta. Credo che sia una distanza che si adatta bene al mio allenamento, ma dopo una lunga stagione in pista, dove ho lavorato fino ai 1500 metri, sarà emozionante solo capire se riuscirò a raggiungere il traguardo," ha detto il pluri-primatista mondiale e pluri-campione olimpico, mondiale ed europeo.
Annunciati al via atleti del calibro di Jacob Kiplimo, primatista del mondo sulla distanza, il vincitore del 2023 Edward Cheserek e il campione del mondo 2023 Sabastian Sawe.
Insomma, fatiche della stagione in pista a parte, Ingebrigtsen potrebbe già domani mettere nel mirino il primato europeo di Julien Wanders, che nel 2019 corse in 59:13.
Finale Diamond con Tamberi, Furlani, Fabbri
Saranno 8 gli azzurri in gara tra venerdì e sabato a Bruxelles: anche Iapichino, Simonelli, Derkach, Bruni, Folorunso. Gimbo alla ricerca del terzo Diamante in carriera. DIRETTA TV dalle 20 alle 22
È l’ultimo atto per la lunga stagione internazionale dell’atletica. Il Memorial Van Damme di Bruxelles celebra venerdì e sabato la finale della Wanda Diamond League, l’evento che incorona i 32 vincitori del ‘Diamante’, il simbolo del massimo circuito mondiale. Non contano i punti accumulati nelle precedenti quattordici tappe: chi vince la finale, vince tutto. Saranno otto gli azzurri presenti (più una). Ha sciolto le riserve Gianmarco Tamberi, due volte campione della Diamond League nelle finali di Zurigo del 2021 e 2022: l’oro mondiale ed europeo raggiungerà domani (giovedì) la capitale belga, e sabato sarà in pedana nell’alto per cercare di conquistare il suo terzo titolo. Allo stadio Re Baldovino gareggeranno anche il bronzo olimpico Mattia Furlani (lungo), unico tra gli italiani ad aver vinto medaglie in tutti e tre i grandi appuntamenti dell’anno, dai Mondiali di Glasgow (argento) passando per gli Europei di Roma (argento) fino al terzo posto dei Giochi di Parigi. Nel peso c’è l’argento mondiale e bronzo iridato indoor Leonardo Fabbri, nei 110 ostacoli l’altro campione d’Europa Lorenzo Simonelli (argento mondiale indoor nei 60hs), nel lungo l’argento di Roma Larissa Iapichino, nel triplo Dariya Derkach, nell’asta Roberta Bruni, nei 400 ostacoli Ayomide Folorunso. In una gara a inviti che non assegna il Diamante, gli attesissimi 400 metri con la statunitense regina degli ostacoli Sydney McLaughlin-Levrone, anche una corsia per Rebecca Borga. Quante star in due serate ricche di atletica, dal padrone dell’asta Armand Duplantis (Svezia) al norvegese Jakob Ingebrigtsen sempre alla ricerca del record del mondo dei 1500, dal fenomeno della velocità Letsile Tebogo (Botswana, 200) alla regina di Parigi Julien Alfred (Saint Lucia, 100), dalla primatista dell’alto Yaroslava Mahuchikh (Ucraina) alla dominatrice dei 1500 Faith Kipyegon (Kenya).


PRIMA GIORNATA: VENERDÌ - Il greco pigliatutto Miltiadis Tentoglou, i tre giamaicani Wayne Pinnock, Carey McLeod, Tajay Gayle, lo svizzero campione in carica Simon Ehammer: è una super finale per Mattia Furlani. Quattro rivali su cinque sono saliti sui podi internazionali del 2024 insieme al diciannovenne delle Fiamme Oro, protagonista di un’annata fenomenale: Tentoglou c’era sempre, e sempre d’oro, Pinnock argento a Parigi, McLeod bronzo a Glasgow, Ehammer bronzo a Roma. Gayle porta invece in dote il bronzo mondiale dell’anno passato a Budapest (oltre all’oro del 2019). Nei 110 ostacoli Lorenzo Simonelli (Esercito) non incontrerà il dominatore della stagione Grant Holloway, bensì l’argento di Parigi Daniel Roberts (Usa). In ascesa nelle ultime settimane anche il francese Sasha Zhoya, vincitore al Golden Gala e secondo a Zurigo. Nel triplo, Dariya Derkach (Aeronautica) affronta l’argento olimpico Shanieka Ricketts (Giamaica), il bronzo del triplo e del lungo Jasmine Moore (Usa), il bronzo mondiale Leyanis Perez (Cuba). Fuori dalla corsa per il Diamante, gli occhi di tutto il mondo sono puntati sui 400 metri con una delle rarissime apparizioni nel contesto della Diamond League per McLaughlin-Levrone (farà anche i 200), grande onore per l’azzurra Rebecca Borga (Fiamme Gialle) quest’anno al personale di 52.25.

SECONDA GIORNATA: SABATO - È uno dei due italiani (l’altro è Andy Diaz) ad aver vinto la Diamond League: Gimbo Tamberi (Fiamme Oro) ha deciso di esserci, per provare a chiudere con un successo la stagione che gli ha regalato la gioia degli Europei di Roma (oro con 2,37, miglior misura al mondo dell’anno) e la delusione delle Olimpiadi di Parigi. Tra gli altri cinque finalisti dell’alto, anche lo statunitense argento ai Giochi Shelby McEwen, il coreano vincitore al Golden Gala Woo Sang-hyeok, l’ucraino bronzo europeo di Roma Oleh Doroshchuk e poi il giamaicano Romaine Beckford e il belga Thomas Carmoy. Dopo Parigi, Tamberi ha trionfato in tre gare su quattro, con 2,31 a Chorzow proprio in Diamond League, 2,29 a Rovereto e 2,27 a Bellinzona, ed è stato terzo al Golden Gala con 2,27. Per Leonardo Fabbri (Aeronautica) c’è sempre lo scoglio chiamato Ryan Crouser: lo statunitense tre volte olimpionico del peso è il naturale favorito della gara ma i precedenti non giocano a suo favore, avendo perso le ultime due finali (Zurigo 2022 e Eugene 2023) dal connazionale Joe Kovacs. Fabbri, dal canto suo, può incrementare il clamoroso dato dei 34 lanci superiori ai 22 metri in stagione, un totale di 37 in carriera: solo il primatista Ulf Timmermann meglio di lui, per ora, nella storia d’Europa in questa particolare statistica (39 lanci). In gara i primi sei di Parigi: anche il bronzo Rajindra Campbell (Giamaica), il quarto Payton Otterdahl (Usa) e il sesto Chukwuebuka Enekwechi (Nigeria). Nel lungo, Larissa Iapichino torna a saltare per la prima volta dopo il quarto posto dei Giochi: tra le medagliate olimpiche del lungo ritrova il bronzo Jasmine Moore (Usa). In questa stagione l’azzurra delle Fiamme Oro ha centrato il successo di tappa a Parigi Charlety e il terzo posto di Londra in luglio, dopo le tre vittorie dello scorso anno, a riprova della continuità di rendimento nel circuito. Ancora azzurre: l’asta con Roberta Bruni (Carabinieri) e le chance principali per l’australiana Nina Kennedy, i 400 ostacoli con Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) nella sfida tra l’olandese Femke Bol e la statunitense Anna Cockrell.


 





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