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Maratona del Lamone
Russi,Ra 9 aprile

Questa edizione della Maratona del Lamone, la 41ª, passerà alla storia non solo per il record battuto di partecipanti (741 al via, ma più di 800 iscritti) che, uniti agli oltre 150 della 5.000 per Russi, alle 156 Promesse di Romagna, all’esercito dei podisti che hanno preso parte al nordic walking e alle camminate ludico-motorie di 10 e 3 km, portano il totale a oltre 2.500 atleti al via, ma anche per gli straordinari risultati tecnici che ha offerto, con grandi riscontri cronometrici e primati personali abbattuti.
Maratona Pronostici rispettati nella corsa maschile. Per il 14° anno di fila, la 42 km del Lamone si conferma terreno di caccia preferito degli atleti africani. Vince il keniano Mungai Kagia, alla sua prima Maratona del Lamone, con un tempo (2.16’13”) superiore di soli 4 secondi al record della corsa, stabilito da Kipkering nel 2008. Secondo posto per il marocchino Tariq Bamaarouf, e terzo posto per Mohamed Hajjy, al quarto podio consecutivo a Russi dopo le vittorie del 2014 e 2016 e il terzo posto del 2015. Giù dal podio il connazionale Youness Zitouni, vincitore dell’ultima Maratona di Ravenna. Nessuna sorpresa nemmeno nella gara femminile. L’attesa Laura Gotti ha messo tutte in fila, chiudendo con un 2.49’40” che oltre ad essere il suo nuovo personale è anche il secondo miglior crono degli ultimi 14 anni, dopo il 2.45’55” segnato da Monica Carlin nel 2007. La bresciana ha preceduto la riminese Federica Moroni e la sorpresa maltese Attard Pulis.
La cronaca della corsa Tornando alla gara maschile, gli attesi protagonisti si sono messi subito in luce divisi in due gruppi, ma poco distanti, con davanti il keniano Samson Mungai Kagia ed Hajjy, seguiti dagli altri 2 marocchini Bamaarouf e Zitouni, mentre gli italiani Armuzzi, Del Priore, Serasini e Velatta sono stati più guardinghi. Tra le donne invece si mette in evidenza Attard Pulis, spaventando le favorite Laura Gotti e Moroni, che però gradualmente ricuciono il divario. A metà strada tra gli uomini Mungai Kagia transita in 1.07’10”, con un margine di 5” sul campione in carica ed 1’20” su Bamaarouf, mentre nel settore rosa Moroni (1.23’55”), precede di un solo secondo Gotti, mentre la maltese accusa 28”. Davanti c’è gara sino al 34° km, fiutando il nuovo record del percorso (2.16’09”), ma Hajjy alla quinta 42 km dell’anno rifiata, lasciando solo il 33enne degli Altipiani, che non si scoraggia, tanto che nell’ultimo tratto, anche spinto dalla veemente rimonta di Bamaarouf, continua nell’azione e sul traguardo il suo crono è più alto rispetto a quello di Kipkering (2008) di soli 4”. Stupisce anche Bamaarouf, che inanella il nuovo personale issandosi al quarto posto di sempre, mentre Hajjy (a 2’20”), riesce a salire sul podio per il quarto anno consecutivo. Dietro a Zitouni (a 5’05”), il cesenate adottivo Del Priore, in 2.30’27” sigla il personale e si colloca primo tra gli italiani, davanti a Velatta, D’Innocenti e gli altri romagnoli Gurioli (2.42’12”), Di Nunzio (2.45’50”), Serasini (2.46’47”), Focchi, Nuti, Casadei e Lolli, il quale si aggiudica la graduatoria M50-55, al pari di Gardelli (Over 60), che ha festeggiato la 200ª 42 km in carriera. Kagia è il quarto keniano ad imporsi in piazza Farini dopo Mutai, Kipchumba e Kipkering e al Kenya appartengono i tre migliori crono della Maratona del Lamone.
Le 110 donne partite si sono inchinate alla bresciana Gotti, autrice di una seconda metà d’autore, portando il proprio nuovo limite a 2.49’40” e distanziando la riminese Federica Moroni di 7’09”, la Attard Pulis di 9’50”, la longianese Samantha Graffiedi di 22’42”, mentre la debuttante Elisa Zannoni, chiude in 3.18’23”.


le classifiche complete  con i Laziali

 

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